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La Giornata Nazionale contro le malattie del sangue per ricordarci l’importanza della ricerca

Con l'avvento del Coronavirus abbiamo compreso l'importanza della ricerca scientifica, ma sono ancora molte le malattie che necessitano la scoperta di nuove cure. AIL ha promosso la giornata nazionale per la lotta contro le malattie del sangue, un'occasione per raccontare i progressi della ricerca con diversi eventi in programma

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 19 Giu. 2020 alle 09:27
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Mai come oggi abbiamo compreso l’importanza della ricerca scientifica. Il Coronavirus ci ha insegnato il suo valore. E la speranza è che non ce ne dimenticheremo presto. Oggi scienziati e ricercatori di tutto il mondo sono impegnati a trovare un vaccino e una cura per fermare l’epidemia di Covid-19. E sono tante le persone che hanno aderito alle innumerevoli raccolte fondi attivate per finanziare la ricerca scientifica. Ma non esiste soltanto il Coronavirus, e sono ancora tante le patologie che necessitano di un costante studio e monitoraggio da parte di scienziati e ricercatori.

Per ricordare l’importanza della ricerca scientifica in campo medico ed ematologico AIL (Associazione Italiana contro le leucemie – linfomi e mieloma) come ogni anno il 21 giugno, al solstizio d’estate, celebra la Giornata Nazionale per la lotta contro le malattie del sangue, come le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma. Un’occasione per raccontare i progressi della ricerca in ematologia e per lanciare un messaggio importante a tutti i pazienti e alle loro famiglie: non siete soli nella vostra battaglia.

Per la 15esima edizione della Giornata Nazionale contro le malattie del sangue AIL ha organizzato diversi eventi di sensibilizzazione:

• il 17 giugno alle 11.30 si è svolta la conferenza stampa “Linfomi, innovazione e qualità della vita. Nuovi trattamenti per i linfomi aggressivi e indolenti. Le CAR-T nuove prospettive di cura”. A causa delle limitazioni imposte dal Coronavirus, esperti e rappresentati AIL si sono dati appuntamento online per una diretta streaming trasmessa su Youtube, che è possibile rivedere al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=WYr035Xjlqs
• Il 19 giugno è attivo il Numero Verde – AIL problemi ematologici 800 22 65 24. Un call center dedicato alle domande di pazienti e familiari, alle quali risponderanno alcuni tra i più illustri medici ematologi italiani;
• Le sezioni provinciali AIL organizzano iniziative di sensibilizzazione e informazione, per testimoniare il loro impegno costante nella lotta ai tumori del sangue.

giornata ail

Questa giornata sarà anche l’occasione per raccontare l’impegno delle 81 sezioni AIL a favore dei pazienti e delle loro famiglie, un supporto che non si è mai fermato anche nelle fasi più critiche dell’emergenza Covid-19. Anche in un momento di grande difficoltà, le sedi territoriali AIL hanno potenziato il servizio di cure domiciliari, il sostegno ai centri ematologici e i servizi di supporto informativo dedicati ai malati e ai caregiver.

In 50 anni di storia AIL ha investito in ricerca scientifica oltre 142 milioni di euro. Nel corso dell’ultimo anno AIL ha finanziato oltre 200 studi innovativi in tutta Italia per un totale di 9.261.000 euro.

AIL finanzia inoltre borse di studio per sostenere i giovani ricercatori. Come è successo a Gabriele Todisco, medico di 33 anni dell’Università di Pavia. Nel 2018 la Società italiana di Ematologia, finanziata da AIL con un lascito testamentario, e ha promosso il suo progetto scientifico. Da questi fondi nasce uno studio che cerca di individuare i meccanismi molecolari responsabili delle sindromi mielodisplastiche, gettando le basi per la futura creazione di farmaci intelligenti.

Gabriele Todisco
Gabriele Todisco

“L’idea alla base della ricerca scientifica è quella di prendersi cura del futuro, di investire sul domani anche se non lo si vedrà con i propri occhi. Saranno le generazioni future che beneficeranno dei risultati del nostro lavoro di oggi, vivendo sempre di più e sempre meglio. Sostenere la ricerca scientifica significa, quindi, dare la possibilità di costruire qualcosa di bello e duraturo, che è quello che abbiamo fatto con la borsa di studio finanziata dall’Associazione”, spiega il giovane ricercatore.

Anche Irene Dogliotti è stata premiata con una borsa di studio messa a punto da AIL per una ricerca che mira ad identificare nuovi fattori prognostici di due patologie: la Macroglobulinemia di Waldenström e la gammopatia monoclonale IgM di significato indeterminato. Il finanziamento, del valore di 30 mila euro, è dedicato alla memoria del prof. Franco Mandelli ed i costi sono stati sostenuti da AIL grazie al generoso contributo di un donatore privato, un segno di quanto sia importante il sostegno di tutti per raggiungere nuovi risultati nella lotta ai tumori del sangue.

Irene Dogliotti
Irene Dogliotti

“Oggi per un ricercatore o aspirante ricercatore è difficile trovare i mezzi per portare avanti le proprie idee. Una borsa di studio come questa è innanzi tutto una grande possibilità per il futuro. Se vogliamo dare spazio alle idee giovani c’è bisogno di poter contare su borse o premi di studio che, come quello che mi è stato conferito, siano meritocratici e puntino allo sviluppo della conoscenza internazionale”, racconta la ricercatrice Dogliotti.

Il Professor Sergio Amadori, presidente nazionale dell’AIL, in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, sottolinea l’importanza di continuare ad investire in ricerca scientifica, anche attraverso la donazione del 5×1000 ad AIL. “Ci sono molte malattie per le quali non esiste ancora una cura definitiva, riusciamo a cronicizzarle ma non a guarirle, come nel caso del Mieloma Multiplo ad esempio. Per questo bisogna continuare a finanziare la ricerca scientifica, perché può salvare e salva moltissime vite ogni anno. In questa fase 3 dell’emergenza Covid-19, uno dei nostri obiettivi principali è proprio dare un grande e nuovo impulso alla ricerca clinica, che ha sofferto non poco durante gli ultimi mesi. Un paese senza ricerca è un paese senza futuro e uno degli impegni di AIL è proprio quello di sostenere e riattivare tanti progetti di studio che hanno subìto una battuta d’arresto. Per farlo il nostro impegno non basta”.

“In questo 2020, in cui tanti fondi sono venuti a mancare ad AIL e alle sue sezioni provinciali per l’impossibilità di scendere in piazza con le Uova di Pasqua, il 5×1000 è una linfa vitale che ci permetterà di ripartire più forti di prima. Basta una firma, che non costa nulla, per aiutarci a costruire il futuro dei pazienti ematologici grazie a terapie innovative e sempre più efficaci”, conclude il Prof. Amadori.

La ricerca è spesso vista come un investimento nel tempo, non si vedono nell’immediato i suoi risultati ma se non continua a essere finanziata, nel momento del bisogno non potremmo giovare della sue straordinarie scoperte che possono anche salvarci la vita.

Amadori
Professor Sergio Amadori, presidente nazionale dell’AIL

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