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Genova, parroco espone crocifisso realizzato con legno dei barconi dei migranti

Don Valentino Porcile, parroco della chiesa della Santissima Annunziata di Sturla – un quartiere residenziale di Genova – ha scelto questo simbolo, realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, come simbolo del Natale

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 14 Dic. 2019 alle 12:39
Immagine di copertina

Genova, parroco espone croce realizzata con legno barconi dei migranti

“Sull’altare della chiesa ho messo un crocifisso realizzato con il legno dei barconi utilizzati dai migranti per attraversare il Mediterraneo. Il legno è grezzo e vero e porta i segni della sofferenza, della morte ma anche della speranza”.

Don Valentino Porcile, parroco della chiesa della Santissima Annunziata di Sturla – un quartiere residenziale di Genova – ha scelto questo simbolo, realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, come simbolo del Natale.

I migranti sono “poveri disperati che non hanno angeli che cantino per loro, facili da commiserare ma ancora più facili da dimenticare”.

“Ogni giorno”, ha detto il parroco, “su questo altare questo segno vuole portare al buon Dio le sofferenze, le speranze, la vita di ognuno. Di chi vive accanto a noi. Di chi è lontano. Di chi abbiamo di più caro. Di chi viene seppellito nel mare e nella dimenticanza. Di coloro ai quali nessuno pensa”. E “a Natale questa Croce sarà qui. Con un legno che accolga la Sua umanità”.

Migranti morti nel Mediterraneo: i numeri

Migliaia di migranti morti ogni anno nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste dell’Europa. Le cifre delle vittime dei viaggi della speranza rivelano che non c’è nessuna inversione di tendenza su decessi e sui rischi di chi affronta quelle traversate. A fornire regolarmente le cifre è l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, agenzia Onu e principale organizzazione intergovernativa in ambito migratorio.

Ebbene, gli ultimi dati diffusi parlano di almeno 15 mila persone che hanno perso la vita nelle traversate del Mediterraneo dal 2014 ad oggi.

In un rapporto pubblicato a giugno scorso l’Oim ha indicato precisamente oltre 17.900 migranti morti o dispersi nel Mediterraneo tra il 2014 e il 2018. Secondo l’organizzazione non sarebbe stato possibile recuperare i corpi dei due terzi delle vittime. I ricercatori hanno spiegato che generalmente le stime sul numero di decessi sono al ribasso, considerato che molte vittime non sono state recuperate o non è stata denunciata la scomparsa.

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