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Il generale Mini, ex comandante Nato: “L’Alleanza Atlantica è diventata una minaccia alla sicurezza in Europa”

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Generale Mini, siamo alla vigilia della Terza Guerra Mondiale?
Siamo in pieno conflitto mondiale. Gli schieramenti tra Occidente e Oriente parlano chiaro. Le guerre che si sovrappongono e includono le operazioni in Ucraina come quella economica, finanziaria, cyber, demografica, dell’informazione e della propaganda, non sono metafore. Sono guerre vere che producono danni maggiori di quella convenzionale. E sono globali.

Lei è stato Capo di Stato Maggiore del Comando Nato per il Sud-Europa, e al Comando Interforze delle operazioni nella ex Jugoslavia. Nonché Comandante della Forza internazionale in Kosovo a guida Nato. Perché la Nato andrebbe sciolta?
Di fatto la Nato impedisce all’Europa di avere una propria capacità di difesa e sicurezza; da oltre vent’anni non è più un’alleanza difensiva; è diventata una minaccia alla sicurezza in Europa.

C’è chi dice che il pericolo di una guerra nucleare è una bufala di Putin. Secondo lei?
Io non mi preoccupo di quelli che annunciano la guerra nucleare. La considero una specie di scaramanzia. Mi preoccupano invece quelli che la negano. Quando la guerra nucleare era soltanto strategica, l’equilibrio del terrore, funzionava non perché entrambi i blocchi dichiarassero di non voler sparare il primo colpo, ma per l’inverso: entrambi sapevano che in determinate circostanze avrebbero sparato per primi. Oggi che la soglia nucleare è stata abbassata al livello tattico e che per questi ordigni di potenza da 0,3 a 50 chilotoni non c’è neppure bisogno dell’autorizzazione di un padreterno la guerra nucleare non solo è possibile ma è probabile. E che 50 chilotoni su Kiev o su Mosca non possano innescare una escalation al livello strategico è una pia illusione. O, questa sì, è una bufala.

È questo uno stralcio dell’intervista esclusiva al generale Fabio Mini, già capo di Stato Maggiore del Comando NATO per il Sud Europa e alla guida del Comando Interforze delle Operazioni in Ex Jugoslavia, che verrà resa interamente durante l’evento “Pace proibita” che si svolgerà al Teatro Ghione di Roma il prossimo 2 maggio, condotto dal giornalista Michele Santoro.

“Noi condanniamo senza se e senza ma l’invasione dell’Ucraina. Putin dovrà risponderne al suo popolo e alla Storia. Per porre fine al massacro abbiamo di fronte due strade: affidarsi alla forza delle armi o mobilitarsi con un’azione nonviolenta per una trattativa immediata e una soluzione diplomatica”: è questo il manifesto guida della serata.

Con Santoro a parlare di pace ci sarà un folto gruppo di attivisti, personaggi del mondo dello spettacolo, accademici, giornalisti per riflettere sulla risposta armata all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. L’evento, della durata di circa due ore, vedrà alternarsi – sul palcoscenico – alcune delle voci più influenti del pacifismo e della non violenza in Italia.

Tra gli ospiti della serata, personaggi del mondo dell’attivismo politico (nell’elenco pubblicato da Avvenire ci sono i nomi di Luciana Castellina, Emily Clancy, Sara Diena, Jasmine Cristallo), dell’impegno umanitario (Cecilia Strada), del mondo dello spettacolo (da Fiorella Mannoia a Elio Germano, passando per Sabrina Guzzanti, Ascanio Celestini, Vauro e Moni Ovadia), del pacifismo cattolico (Marco Tarquinio, appunto, e don Fabio Corazzina), del mondo accademico (Tomaso Montanari, Donatella di Cesare).

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