Il figlio di Bossi mangia, beve, dorme e scappa senza pagare il conto

Il figlio dell'ex leader della Lega denunciato dal ristoratore. È già coinvolto in un processo per non aver pagato i costosi regali di Natale in una gioielleria

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 25 Set. 2019 alle 11:26 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 19:25
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Immagine di copertina
Umberto Bossi e il figlio maggiore, Riccardo

Il figlio di Bossi scappa dal ristorante senza pagare il conto

Riccardo Bossi, il figlio del fondatore ed ex leader della Lega Nord Umberto Bossi, è scappato senza pagare da un ristorante dove, in compagnia di una donna, aveva mangiato e visto il derby Milan-Inter.  Bossi Jr, 40 anni, al momento di pagare il conto, ha detto al titolare di avere qualche problema col bancomat. “Ho un problema a ‘strisciare’, vado un attimo a prelevare”, sono state le sue parole, stando al racconto del quotidiano La Nazione.

Solo che, una volta uscito, il figlio maggiore di Umberto Bossi si è dileguato, senza pagare i 66 euro che doveva per salumi, formaggi, hamburger e birra a volontà che aveva consumato mentre guardava il derby.

Il ristoratore, Gaetano Lodà, senza sapere nemmeno chi fosse il tipo in questione, lo ha rintracciato al numero di cellulare con cui, nel pomeriggio, aveva ricevuto la prenotazione del tavolo. Ma nel frattempo ha avvertito anche la polizia.

Riccardo Bossi ha risposto al messaggio di Lodà con un “Sto prelevando, arrivo”, ma in realtà era già nella sua stanza al “Forte 16”, con la donna che lo aveva accompagnato anche al ristorante. Le volanti della questura lo hanno invitato a scendere e lo hanno identificato.

Bossi Jr senza soldi anche in hotel

Il titolare dell’Antico Beccaria, assistito dagli avvocati Michele Ducci e Michele D’Avirro, ha sporto denuncia per il reato di insolvenza fraudolenta. “Non è certo per la somma, ma è una questione di principio. E magari con la mia denuncia, metto in guardia qualche altro commerciante fiorentino dal guardarsi da questo signore”, dice Lodà a La Nazione.

E alla denuncia del ristoratore potrebbe aggiungersi anche quella dell’albergatore. Anche in questo caso, al momento di lasciare l’hotel la domenica mattina, il fratello maggiore del “Trota”, Riccardo Bossi, ha fatto presente al titolare del “Forte 16” di non avere i soldi per saldare il conto. Aveva anticipato 100 euro per la prenotazione, ma non aveva il resto per coprire la cifra necessaria.

Il figlio di Bossi, proprio in questi giorni, ha ricevuto la seconda condanna in appello per la truffa a un gioielliere di Busto Arsizio: fece shopping di Natale (gioielli per la fidanzata di allora e un costosissimo Rolex) e anche quella volta si “dimenticò” di passare a pagare.

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