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Home » Cronaca

Femminicidio Carol Maltesi, la Cassazione annulla l’ergastolo per Davide Fontana

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La Suprema Corte per la seconda volta chiede di verificare la sussistenza dell'aggravante della premeditazione. Ora ci sarà un appello-ter

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna all’ergastolo nei confronti di Davide Fontana, 47 anni, che nel gennaio di quattro anni fa uccise a martellate l’allora 26enne Carol Maltesi. Per la seconda volta, la Suprema Corte ha rigettato la condanna al carcere a vita emessa dalla Corte d’Appello di Milano: Fontana dovrà quindi essere processato in appello per la terza volta.

La Cassazione si è pronunciata ieri, lunedì 16 febbraio. In linea con quanto già avevano affermato nel loro precedente verdetto – nel settembre 2024 – i giudici di legittimità chiedono alla Corte d’Appello di verificare la sussistenza dell’aggravante della premeditazione, che fa la differenza tra una pena di 30 anni di reclusione e l’ergastolo.

Carlo Maltesi, aspirante attrice a luci rosse, era stata uccisa da Fontana nella sua casa a Rescaldina, in provincia di Milano, l’11 gennaio 2022. L’uomo – che non accettava l’imminente trasferimento della donna in provincia di Verona – l’aveva presa a martellate in testa, poi l’aveva finita con un coltello. Aveva quindi fatto a pezzi il cadavere, per poi disperderne i poveri resti in una scarpata in un bosco in provincia di Brescia.

In primo grado il 47enne, ex banchiere, era stato condannato dalla Corte d’Assise di Busto Arsizio a 30 anni di carcere per omicidio poiché non era stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione. Nel febbraio 2024 la Corte d’Appello di Milano aveva invece ritenuto sussistente l’aggravante, elevando così la pena all’ergastolo. Ma nel settembre dello stesso anno la Cassazione aveva annullato tale sentenza disponendo un appello-bis per chiarire proprio il punto relativo alla premeditazione.

Nel maggio 2025 un nuovo collegio della Corte d’Appello milanese ha confermato l’ergastolo per omicidio premeditato. Ma ora, ancora una volta, la Suprema Corte chiede di rifare l’appello per verificare la questione dell’aggravante.

Solo dopo che saranno resi noti i motivi della decisione, verrà fissata la nuova udienza del processo d’appello-ter, che si terrà sempre a Milano davanti a un nuovo collegio di giudici.

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