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“Negra di me**a, torna nella tua giungla”: candidata alle Europee denuncia insulti razzisti

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Fatou Boro

Candidata europee insulti razzisti | Fatou Boro | Hate speech 

Candidata europee insulti razzisti – “Ho denunciato i leoni da tastiera che mi hanno rivolto pesanti insulti razzisti e sessisti. #norazzismo #nosessismo”. Questo il post su Fb dell’ex candidata per Europa Verde alle elezioni europee, Fatou Boro Lo.

Il 19 maggio scorso aveva pubblicato un video per commentare la vicenda della Sea Watch criticando il governo italiano. È stata sommersa da insulti del tipo “negra torna al tuo Paese”, “arrogante la signorina, si desse una calmata”, “metti un paio di mutandine rosse così riconosco il balcone dove appendi lo striscione”, “che cerchino di sistemare i problemi nella loro giungla”.

> Ondata razzista in Italia: le denunce per violenza si sono triplicate negli ultimi 3 anni

Fatou ha  risposto agli attacchi in modo civile cercando di spiegare la sua opinione, ma poi ho desistito e ha deciso di sporgere denuncia. “Ho capito che non avevano argomenti e non potevo far passare la cosa. Ero molto scossa e sconvolta, avevo quasi deciso di mollare tutto, ma se avessi lasciato perdere sarebbe stata una vittoria loro. Mai potevo immaginare una tale volgarità e cattiveria. Razzismo e sessismo nel 2019, sconvolgente”.

Fatou Boro Lo ha 47 anni, vive in Italia da quasi vent’anni, sposata, tre figlie, lavora come impiegata in un ente dell’artigianato: “Bisogna cominciare a denunciare questi leoni da tastiera, pensano che non essere visti permette loro di dire e di fare quello che gli pare indisturbati”.

Gli episodi di razzismo online e offline, infatti, sono sempre di più: TPI nei mesi scorsi ha fatto emergere una inquietante storia di ordinario razzismo che sta prendendo piede nella capitale. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate infatti le segnalazioni di passeggeri dei mezzi pubblici che hanno assistito a ispezioni nei confronti di persone nere sui bus di Roma.

Gli insulti, come quelli ai danni di Fatou Boro Lo, alimentano l’odio online e rendono il discorso politico sempre più povero.

> Tutte le aggressioni fasciste a Roma e in Italia, il cinema America solo l’ennesimo caso

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