Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:45
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Famiglia nel bosco, parla il padre: “I miei figli distrutti dall’ansia, sono diventati litigiosi”

Immagine di copertina
Frame tv Rai

Nathan Trevallion: "La nostra famiglia sta vivendo un trauma. Noi genitori non abbiamo fatto nulla di male. Siamo pronti a rispettare le regole di base stabilite per la protezione dei bambini"

“I miei figli sono distrutti dall’ansia e sono diventati litigiosi. Tutto ciò che vogliono è tornare a casa”. Lo dice Nathan Trevallion, il padre della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli, in un’intervista a La Stampa, la prima concessa da quando, lo scorso 20 novembre, il Tribunale dei Minori di L’Aquila ha disposto il trasferimento dei suoi tre figli in una struttura protetta di Vasto assieme alla madre.

Nell’ordinanza, i giudici hanno motivato il provvedimento con l’esigenza di “proteggere” i bambini “dalla vita di privazioni, materiali e di relazione” alla quale erano “costretti da genitori che avevano sposato in modo eccessivo la filosofia di vita dei neorurali”.

Da quel 20 novembre Trevallion, 51 anni, può vedere la sua famiglia per un’ora alla settimana. Nell’intervista a La Stampa, alla domanda se abbia notato qualcosa di diverso nel comportamento dei suoi figli rispetto alla vita precedente di Palmoli, risponde così: “Sì, la loro incapacità di concentrarsi. Sono in uno stato costante di agitazione e ansia. A volte litigano fra di loro, cosa che prima non facevano”.

“Sono spesso arrabbiati l’uno con l’altro – continua il padre – e, quando per me arriva il momento di andare via, cercano di fare qualcos’altro, come se volessero sfuggire a ciò che provano. In quei momenti avverto la grande tristezza che c’è in loro. È come se volessero dirmi di non capire perché il loro papà deve tornare a casa da solo e lasciarli lì”.

“Quando li lascio – aggiunge – uno di loro a volte rompe le cose che ama di più, litiga con i fratelli, anche con la sorella gemella a cui lui è molto legato. Lei invece piange e si arrabbia per ogni cosa quando vede il padre allontanarsi per tornare a casa. Poi c’è la più grande, 8 anni, che tende a contenere più degli altri la sua tristezza e la sua rabbia, ma inizia a mordersi le dita sino a farle diventare rosse”.

I figli, spiega l’uomo, gli chiedono sempre “quando potranno tornare a casa”. “È tutto ciò che vogliono”, dice: “Tornare a casa e vivere con i nostri animali, nella natura, rispettando le regole”.

“La nostra – afferma Trevallion – è una condizione di vita molto comune negli ambienti rurali, nella vita di tante famiglie e in ogni parte del mondo. Non siamo i soli, fortunatamente, ad avere sposato una certa filosofia di vita che rifiuta il consumo delle risorse della terra senza porsi mai delle domande su dove sta andando il mondo e cosa è più giusto fare per i propri figli”.

“Il sistema giudiziario – riflette – farà il suo lavoro e la verità verrà a galla. Noi genitori non abbiamo fatto nulla di male e speriamo di poter tornare a vivere felicemente con i nostri bambini, in piena armonia con la natura e la nostra libertà. Non chiediamo altro. E siamo pronti a rispettare le regole di base stabilite per la protezione dei bambini”.

“L’unico errore – conclude – che credo di aver commesso, assieme a Catherine (la madre, ndr), è quello di non aver compreso questo bellissimo Paese che è l’Italia, dove vogliamo vivere e crescere i nostri figli secondo i nostri ideali. Ma come famiglia, oggi, stiamo vivendo un trauma”.

Intanto, dallo scorso 5 gennaio la consulente del Tribunale dei Minori, la psicologa Simona Ceccoli, ha assunto l’incarico per svolgere l’indagine “personologica e psico-diagnostica” che dovrà stabilire se Trevallion e sua moglie Catherine Birmingham siano in grado di svolgere il ruolo di genitori. Il perito comincerà l’esame dal 23 gennaio, avviando un accertamento sulla coppia per verificare se “presenti caratteristiche psichiche idonee a incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale”. La relazione dovrà essere consegnata al Tribunale minorile aquilano entro 120 giorni.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Crans Montana, arrestato il titolare del Constallation
Cronaca / Famiglia nel bosco, le educatrici contro mamma Catherine: “Diffidente e infastidita, non vuole farci insegnare ai figli”
Cronaca / Il racconto di un 17enne che ha assistito alla strage di Capodanno: “Ho visto ragazzi con la pelle a brandelli”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Crans Montana, arrestato il titolare del Constallation
Cronaca / Famiglia nel bosco, le educatrici contro mamma Catherine: “Diffidente e infastidita, non vuole farci insegnare ai figli”
Cronaca / Il racconto di un 17enne che ha assistito alla strage di Capodanno: “Ho visto ragazzi con la pelle a brandelli”
Cronaca / Acca Larentia, aggrediti quattro militanti di Gioventù Nazionale. La Russa: “Inammissibile”
Cronaca / Alfonso Signorini va in Procura: “Non ho commesso alcuna violenza”
Cronaca / RFI (Gruppo FS): operativo su tutta la rete ferroviaria il piano neve e gelo
Cronaca / Picchia il figlio di 10 anni con un mestolo di legno, il video diventa virale: fermato un 59enne
Cronaca / Famiglia nel bosco, tensione tra Nathan e Catherine: "Litigano spesso"
Cronaca / Identificata la ragazza trovata morta a Milano, si era allontanata da casa a novembre
Cronaca / I carabinieri diffondono le immagini della donna uccisa in un cortile a Milano