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Ex Ilva, i commissari straordinari denunciano ArcelorMittal alla procura di Taranto “per danni all’economia nazionale”

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Ex Ilva, i commissari straordinari denunciano ArcelorMittal alla procura di Taranto

I commissari straordinari dell’ex Ilva Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo oggi 16 novembre hanno denunciato ArcelorMittal alla procura di Taranto. L’esposto è stato consegnato al procuratore Carlo Maria Capristo e al procuratore aggiunto Maurizio Carbone e il testo della denuncia come spiegano i tre in una nota riguarderebbe “fatti e comportamenti inerenti al rapporto contrattuale con ArcelorMittal, lesivi dell’economia nazionale”. I gestori di Ilva chiedono inoltre che sia “verificata la sussistenza di ipotesi di rilevanza penale”.

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La Procura ha immediatamente avviato un fascicolo d’indagine contro ignoti sul disimpegno di ArcelorMittal e nei prossimi giorni programmerà l’audizione di alcuni testimoni che saranno ascoltati dai pm a cui saranno delegate le indagini o dalla polizia giudiziaria. I reati che saranno ipotizzati sono quelli “attinenti al danno provocato all’economia nazionale”, lo stesso articolo 499 del Codice Penale ipotizzato dai commissari Ilva nell’esposto.

È questa dunque la risposta dei commissari ad ArcelorMittal, che il 12 novembre ha consegnato al tribunale di Milano l’atto per il recesso del contratto di affitto preliminare alla vendita.

Ieri la procura di Milano aveva aperto il fascicolo esplorativo su ArcelorMittal per verificare “l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato” nell’ambito del caso dello stabilimento, mentre al Mise, intanto, l’incontro tra il premier Conte e i vertici dell’azienda si è concluso con un nulla di fatto.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha così commentato la decisione dei commissari: “Trasciniamo la multinazionale in tribunale e chiederemo di rispettare i patti con lo Stato. Quella multinazionale ha firmato un contratto con lo Stato e quindi con il popolo, e se pensa di potersene andare credendo di avere di fronte uno Stato che gli dice ‘vai pure, non succede nulla’, ha sbagliato Stato e Governo”.

“La proposta dell’azienda è inaccettabile ha commentato la ministra del lavoro Nunzia Catalfo” riferendosi al tavolo di ieri con ArcelorMittal durante un’intervistata su Sky tg24.

Le richieste dell’azienda stando a quanto riferito dalla ministra sono la riduzione di personale con 5.000 esuberi e la possibilità di andare in deroga delle norme sulla sicurezza sul lavoro.”A questa richiesta ho opposto un secco no”, ha concluso.

Ieri Arcelor Mittal ha poi comunicato al Governo e alla prefettura di Taranto, il piano di “sospensione” dell’esercizio dello stabilimento e delle centrali elettriche. La sospensione sarà fatta “con le modalità atte a preservare l’integrità degli impianti”, ha scritto nel comunicato il gestore dello stabilimento Stefan Michel R. Van Campe.

I sindacati, però, hanno deciso di rispondere con uno “sciopero al contrario” e hanno annunciato oggi che i” lavoratori delle centrali non procederanno ad alcuna fermata degli impianti” e che di conseguenza le segreterie territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl rigettano al mittente la improvvida comunicazione aziendale”.

Ex Ilva, i motivi per cui Arcelor Mittal chiede il recesso del contratto
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