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Delitto Novi Ligure, don Mazzi: “Erika De Nardo si è sposata”

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Don Antonio Mazzi, il sacerdote che ha accolto Erika De Nardo nella comunità "Exodus", ha descritto un nuovo volto della giovane che a 16 anni massacrò, insieme al fidanzato Omar, madre e fratellino

Delitto Novi Ligure, don Mazzi: “Erika De Nardo si è sposata”

Quello di Erika De Nardo, o più semplicemente Erika, è un nome difficile da dimenticare. Soprattutto se accostato a quello di Omar Favaro: i due sono infatti i responsabili del massacro di Novi Ligure, l’efferato delitto del febbraio 2001 in cui Erika e Omar, allora adolescenti di 16 e 17 anni, uccisero con 96 coltellate la madre e il fratello minore di Erika.

Si tratta di uno dei casi di cronaca rimasto nella memoria collettiva per la sua atrocità e, ad oggi, si è tornato a parlare di Erika perché don Antonio Mazzi – il sacerdote che ha accolto la ragazza, oggi 35enne, nella comunità “Exodus” di Milano quando è uscita dal carcere – intervistato dal settimanale Oggi ha dichiarato che la giovane “si è sposata”.

Don Antonio ha inoltre descritto il nuovo volto di Erika: “Ha maturato la giusta consapevolezza sulla tragedia, quella che permette di continuare a vivere. Il padre è stato molto importante in questo percorso”. Anche Omar è riuscito a rifarsi una vita e oggi ha una moglie e un figlio.

Solo 18 anni fa, però, il crudele assassinio di Susanna Cassini, 41 anni, madre di Erika, e del fratello Gian Luca di 11. Quando arrivarono le forze dell’ordine nella casa di Novi Ligure trovarono la donna sul pavimento della cucina e il figlio nella vasca da bagno al piano superiore. Ad aver chiamato i soccorsi era stata proprio Erika, la quale aveva poi dichiarato di essere riuscita a sfuggire a dei malviventi sconosciuti armati di coltello che avevano fatto irruzione in casa.

Dopo quelle dichiarazioni era partita subito la “caccia all’albanese”, ma qualche tempo dopo venne fuori la terribile verità: nella caserma dei carabinieri venne infatti filmata Erika mentre mimava le coltellate e cercava di rassicurare Omar sul fatto che non li avrebbero scoperti. A quel punto i due erano stati portati in carcere e condannati a una pena di 16 (per Erika) e 14 anni di carcere (per Omar). I due, però, per effetto dell’indulto e dello sconto di pena per buona condotta, sono tornati molto prima in libertà: per Omar le porte del carcere si sono aperte a marzo del 2010, mentre per Erika dal dicembre 2011.

Omar a quel punto ha provato a rifarsi una vita in Toscana, mentre lei, dopo essersi sia diplomata che laureata in Filosofia in carcere, è stata accolta nella comunità Exodus di don Mazzi, dove si è occupata di volontariato.

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