Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:22
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Epatite acuta nei bambini, Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito metto sotto accusa l’adenovirus

Immagine di copertina

“L’adenovirus è l’agente patogeno più comune rilevato nel 75% dei casi confermati” di epatiti acute nei bimbi in Gran Bretagna e, in particolare, “il ceppo di adenovirus chiamato F41 sembra la causa più probabile”. Lo sottolinea l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) in un report, che mantiene aperta l’ipotesi che questo virus possa essere all’origine delle rare epatiti dall’origine sconosciuta verificatisi in diversi paesi, inclusa l’Italia.

Finora i casi riportati a livello mondiale sono 169, per sette di loro si è reso necessario un trapianto di fegato e un bambino è morto. Il possibile collegamento con un adenovirus – virus molto comuni che si trasmettono tra le persone e causano infezioni all’apparato respiratorio e digerente – è una delle ipotesi allo studio: finora è stato rilevato in 74 casi su 169.

Gli scienziati stanno studiando se c’è stato un cambiamento nella composizione genetica del virus che potrebbe innescare più facilmente l’infiammazione del fegato.

A proposito di adenovirus, a chiarire un aspetto importante è l’ipotesi di Angelo Di Giorgio, pediatra epatologo del Centro epatologia e trapianti pediatrici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, coordinatore dell’Area fegato-pancreas della Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica: “Più che responsabile principale potrebbe essere il “grilletto” che innesca la reazione”. “Dell’incremento in Gran Bretagna non conosciamo la ragione. Ma, a mio avviso il virus – ribadisce – non è necessariamente il principale responsabile. A livello di ipotesi penso ad un’alterata risposta immunitaria del bambino: il virus entra e attiva la risposta immunitaria che si innesca anche a discapito del fegato. Il virus funge da “grilletto”, è un trigger si dice in medicina. Un trigger attiva il sistema immunitario, poi per un motivo che non conosciamo, la reazione del bambino diventa eccessiva e magari diretta contro un organo, in questo caso il fegato”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Covid: rimane l’obbligo di mascherina Ffp2 su tutti voli in Italia
Cronaca / Incinta del suo studente 13enne, prof condannata per violenza sessuale
Cronaca / Fermato dai carabinieri, scopre di essere scomparso da 5 anni: tenta di contattare il padre ma è morto
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Covid: rimane l’obbligo di mascherina Ffp2 su tutti voli in Italia
Cronaca / Incinta del suo studente 13enne, prof condannata per violenza sessuale
Cronaca / Fermato dai carabinieri, scopre di essere scomparso da 5 anni: tenta di contattare il padre ma è morto
Cronaca / Firenze, disoccupato trova per terra 1000 euro e li restituisce alla polizia
Cronaca / Scopre che lo stage non è retribuito, ragazza lancia i posacenere e scappa
Cronaca / Covid, 44.489 casi e 148 morti: il bollettino di oggi
Cronaca / “Una notte di sesso in cambio della pace”: il messaggio di Cicciolina a Putin per fermare la guerra in Ucraina
Cronaca / “In Italia in molti ospedali il 100% dei ginecologi non pratica l’aborto”: la denuncia dell’Associazione Coscioni
Cronaca / Due euro per un decaffeinato: titolare del bar riceve una multa di mille euro
Cronaca / Papa Francesco scherza sulle sue condizioni fisiche: “Sai cosa mi serve per la mia gamba? Un po’ di tequila” | VIDEO