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Maxi manifesto a Roma contro l’aborto: scoppia la polemica

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 14 Mag. 2019 alle 15:28 Aggiornato il 14 Mag. 2019 alle 15:45
Immagine di copertina

Manifesto aborto Roma. Un maxi manifesto contro l’aborto è apparso questa mattina a Roma, affisso su un palazzo privato che si trova in via Tiburtina.

Sul cartellone, che ha già scatenato diverse polemiche, è raffigurato un embrione, soprannominato Michelino, e si fa riferimento a Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che si batte contro il cambiamento climatico.

Il manifesto è opera dell’associazione Pro Vita & Famiglia, che ne ha rivendicato la paternità attraverso le parole di Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente anche del Congresso Mondiale delle Famiglie.

“Noi scegliamo Michelino, ci battiamo per la vita di tutti, senza discriminazioni in base all’età o alla fase di sviluppo. Non ci fermeranno” hanno concluso poi Brandi e Coghe, che hanno confermato la loro presenza alla Marcia per la Vita, che si terrà a Roma il 18 maggio con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.

Inevitabili le polemiche sui social network con molti cittadini che hanno richiesto al comune di Roma la rimozione immediata del cartellone. Tra questi anche Matteo Zocchi, capogruppo della Lista Civica del Municipio III.

Anche il PD, tramite le parole della consigliera Giulia Tempesta, ha chiesto la rimozione del cartellone. “Si tratta di una vergognosa offesa a tutte le donne e ai diritti conquistati dopo anni di battaglie civili. La Sindaca Raggi si attivi subito per far rimuovere questo scempio, ancora una volta in violazione del regolamento del Comune sulle affissioni”.

Le fa eco la deputata Giuditta Pini, che ha commentato l’accaduto con un post su Facebook.

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Dal canto suo, il Campidoglio ha dichiarato che il cartellone “È stato affisso su un palazzo privato tramite una concessionaria e pertanto senza la necessità di un’autorizzazione da parte del Comune”, sottolineando, però, che “Gli uffici hanno già avviato tutti i controlli per verificare la correttezza del procedimento sia nel suo iter che nei contenuti del manifesto”.

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Non è la prima volta che nella Capitale vengono affissi cartelloni simili. Già l’anno scorso, infatti, in occasione della Marcia per la Vita 2018 erano apparsi manifesti choc che equiparavano l’aborto al femminicidio.