“Quando sento dire che ora tutto va bene dico che non è così. Questa normalizzazione non sta in piedi, numeri alla mano: se analizziamo quelli della Johns Hopkins University, che paragonano i nostri a quelli di altri Paesi europei, non possiamo che concludere che contiamo i casi in modo approssimativo, per difetto”: sono le parole con cui Massimo Galli, ex direttore del reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ha commentato l’attuale gestione della pandemia in Italia in un’intervista al settimanale Oggi.
Secondo l’infettivologo l’entusiasmo sulla presunta fine dell’emergenza sanitaria è stato profuso con troppa facilità, perché c’è il rischio che i dati sulla trasmissione siano sottostimati. Nell’intervista, Galli ha anche parlato dei sintomi del long Covid, di cui sta soffrendo a tre mesi dalla guarigione: l’infettivologo ha contratto il virus a Capodanno. “Non è stata una passeggiata ma non fossi stato trivaccinato sarei stato molto peggio”, ha raccontato nell’intervista. “Mi piaccia o no, devo ammettere che sono quattro mesi che non sto bene. Mi ritrovo molle come un fico alle 4 del pomeriggio. Mi comporto come se non la sentissi, questa stanchezza, ma c’è”, ha confessato.
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