Modifiche alla cartella clinica del piccolo Domenico, chiesta la sospensione per due medici del Monaldi
Ai due camici bianchi, già indagati per omicidio colposo, è contestato ora anche il reato di falso
La Procura di Napoli ha chiesto in via cautelare la sospensione dell’esercizio della professione medica per due dei dottori dell’Ospedale Monaldi che hanno seguito il caso del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni morto il mese scorso dopo che gli era stato impiantato per errore un cuore danneggiato. Gli inquirenti ipotizzano che i due professionisti abbiano modificato la cartella clinica del paziente.
I medici in questione – già indagati per omicidio colposo insieme ad altre cinque persone – sono il cardiochirurgo Guido Oppido e il suo secondo operatore Emma Bergonzoni. Nei loro confronti adesso è contestato anche il reato di falso. Entrambi verranno ascoltati a fine mese dalla Procura.
I magistrati ritengono vi siano delle inesattezze riguardanti gli orari dell’arrivo a Napoli del cuore, proveniente da Bolzano, e dell’inizio dell’espianto dell’organo malato dal petto del piccolo Domenico. In particolare, le incongruenze emerse dall’analisi della cartella clinica riguarderebbero l’orario dell’arrivo del cuore in sala operatoria coincidente con le fasi propedeutiche al trapianto: questi orari non sarebbero stati confermati da alcuni sanitari ascoltati come persone informate dei fatti.
Ieri il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha disposto un’ispezione straordinaria al Monaldi, dove sono stati anche sospesi tutti i trapianti cardiaci pediatrici finché non saranno accertate le “condizioni di sicurezza necessarie”. L’istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla Direzione generale per la tutela della salute della Regione, si legge in una nota, “ha accertato un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso”.