Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:22
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Carabiniere ucciso a Roma, l’ex coinquilino di Elder: “Andava fuori di testa in un istante, il problema di droga sempre più evidente”

Immagine di copertina

Il racconto di un 24enne giornalista svizzero

Carabiniere ucciso Roma, il racconto dell’ex coinquilino di Elder

Emergono nuovi particolari sulla vita e il carattere di Finnegan Lee Elder, il ragazzo americano che la notte tra il 25 e il 26 luglio ha colpito a morte a Roma il carabiniere Mario Cerciello Rega. L’ultima testimonianza arriva dagli Stati Uniti, precisamente da San Diego. A parlare del giovane è un suo ex coinquilino, Nicola Imfeld, un 24enne giornalista, svizzero, collaboratore negli Usa del quotidiano di Zurigo Blick, che in un articolo ha raccontato di essere “rimasto amaramente sorpreso” quando ha conosciuto il nome dell’omicida della Capitale. Ne parla oggi Repubblica in un articolo dell’inviata Anna Lombardi.

> Carabiniere ucciso a Roma: la ricostruzione dei fatti di quella notte, minuto per minuto

Parlando di Elder, il cronista ha scritto: “Era schivo ma sempre gentile con me. Però è vero quel che molti dicono. Ha un lato aggressivo, va fuori di testa in un istante. Me ne sono accorto subito e per lo più lo evitavo, limitandomi a chiacchiere superficiali”. I due in casa parlavano prevalentemente di auto e videogame: “Non aveva problemi di soldi, amava la sua costosa Bmw con cui andava a tutta velocità. Credo che i suoi lo avessero spedito a San Diego per fargli cambiar aria. Ma, dopo la prima settimana, era già stufo. Sempre stordito di droga, passava le giornate sul divano a giocare a Fortnite”.

> “Il carabiniere ucciso aveva dimenticato l’arma, ma non aveva comunque possibilità di reagire”

Imfeld ha raccontato inoltre che Elder “si vantava di far parte di una gang e di non avere paura di nessuno”. “Ma – ha proseguito il giornalista – il suo problema di droga si faceva ogni giorno più evidente. Lo abbiamo portato tre volte in ospedale. Spesso non si reggeva in piedi, vomitava per ore. E appena stava meglio, ricominciava”.

La convivenza ad un certo punto era diventata complicata: “Ho cercato un altra casa e me ne sono andato. Di lui non sapevo quasi nulla eccetto il poco che vedevo su Instagram.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Garlasco, la difesa di Sempio: "Abbiamo una prova che lo scagiona. Potrebbe aiutare anche Stasi"
Cronaca / Banda della minicar, i due aggressori: “L’abbiamo fatto per gioco, ci annoiavamo”
Cronaca / Banda della minicar, individuati gli aggressori: sono due minorenni
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Garlasco, la difesa di Sempio: "Abbiamo una prova che lo scagiona. Potrebbe aiutare anche Stasi"
Cronaca / Banda della minicar, i due aggressori: “L’abbiamo fatto per gioco, ci annoiavamo”
Cronaca / Banda della minicar, individuati gli aggressori: sono due minorenni
Cronaca / Papa Leone, il bollettino del Gemelli: “Decorso regolare, ha iniziato a camminare in stanza”
Cronaca / Costringe la partner a 12 ore di pratiche sessuali estreme, arrestato per tortura a Torino
Cronaca / Papa Leone XIV al Gemelli: “L’intervento si è concluso positivamente”
Cronaca / Neonato abbandonato in un sacchetto per strada a Cinisello
Cronaca / Adnkronos presenta “Sostenibilità, le nuove parole chiave”
Cronaca / Banda della minicar, dalle telecamere la possibile svolta sul caso: “Arriveremo ai colpevoli”
Cronaca / Ranucci: “Da Formigli nessuna lezione, meglio l’intelligenza artificiale che la stupidità naturale”