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Cannabis, primo via libera della Camera alla coltivazione in casa

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Cannabis, primo via libera della Camera alla coltivazione in casa

La depenalizzazione della coltivazione della cannabis ha fatto un passo in avanti oggi, con l’approvazione da parte della commissione Giustizia della Camera del testo base di una legge che consente di coltivare non oltre 4 piante “femmine” in casa. Lo ha annunciato il presidente della commissione Mario Perantoni (M5s), anche relatore del provvedimento, che depenalizza i reati considerati “di lieve entità”. La proposta dà la possibilità di sostituire la pena del carcere con i lavori socialmente utili nel caso il reato di produzione o spaccio di cannabis sia commesso da una persona tossicodipendente.  Invece per i reati connessi a traffico, spaccio e detenzione ai fini di spaccio della cannabis, le pene aumenterebbero da 6 a dieci anni.

“Un risultato importante, ottenuto sulla scia della giurisprudenza della Corte di Cassazione ma anche grazie alla capacità dei gruppi parlamentari di confrontarsi e trovare una sintesi ragionevole”, ha detto Perantoni.

Il testo, la sintesi di tre proposte depositate rispettivamente da +Europa, M5s e Lega, arriverà all’aula della Camera solo dopo la discussione degli emendamenti che saranno presentati in commissione entro un termine ancora da fissare.

A favore del provvedimento si sono schierati Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Liberi e uguali, oltre al radicale Riccardo Magi, che ha promosso una delle proposte confluite nel testo base. Italia viva si è astenuta mentre hanno votato contro Lega, Fratelli d’Italia, Coraggio Italia e Forza Italia, con l’eccezione di Elio Vito. L’ex radicale, che si è schierato a favore anche del disegno di legge Zan contro l’omotransfobia e negli scorsi giorni e ha criticato Matteo Salvini e Giorgia Meloni,  in tweet ha ringraziato il gruppo parlamentare forzista per aver avuto “l’opportunità di manifestare il mio voto favorevole, in coerenza con la mia storia e le mie convinzioni radicali ed antiproibizioniste”.

“Ora è urgente individuare un percorso rapido e certo per garantire l’arrivo in aula”, ha detto Magi, che ha parlato di un “primo passo” verso la svolta. La Lega ha invece attaccato la proposta definendola un “preludio alla legalizzazione”, mentre Fratelli d’Italia ha annunciato che continuerà a combattere il testo.

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