Burioni: “De Donno ora dà ragione a me e dimostra la falsità delle accuse delle Iene”

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 27 Lug. 2020 alle 13:02 Aggiornato il 27 Lug. 2020 alle 13:36
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“Burioni ci attacca, ma il plasma iperimmune è sicuro, economico e batte il coronavirus”, aveva dichiarato a maggio il dottor Giuseppe De Donno, grande sostenitore della plasmaterapia e sperimentatore della cura presso il Carlo Poma di Mantova. In realtà Burioni non aveva “attaccato” né lui né la cura bensì espresso alcune legittime perplessità, ma alla narrazione eroica del piccolo dottore di campagna che combatte contri i poteri forti serviva individuare dei nemici. Così come serviva individuare degli amici influenti e lontani dai giochi di potere, magari in America, magari inventati e ribattezzati Joseph Dominus, ma questa è un’altra storia.

Così come è un’altra storia che poi De Donno, dopo aver dichiarato “Io sindaco di Mantova? Sarei matto!” abbia pensato di candidarsi a sindaco di Mantova o che adesso eserciti anche in una clinica privata col collega ematologo Franchini o che abbia finalmente pubblicato i risultati della sperimentazione con il plasma. Ed è di quest’ultima “storia” che si occupa oggi il professor Roberto Burioni sulla sua pagina fb Medical Facts, commentando appunto i risultati pubblicati. Che no, non sono per nulla definitivi e trionfali come De Donno ha sempre lasciato intendere, ma presentano un certo margine di incertezza. Quindi “cercavamo l’arma magica contro il Covid e l’abbiamo identificata” (cit. De Donno) era una frase ad “effetto”, che era eccessivamente ottimistica rispetto gli “effetti” della plasmaterapia.

Queste le riflessioni di oggi di Roberto Burioni su De Donno e sugli attacchi de Le iene, che in diversi servizi lo avevano attaccato sul tema ipotizzando un suo conflitto di interessi: “E’ uscito – a firma di diversi studiosi degli ospedali di Pavia e Mantova, tra i quali anche il dott. Giuseppe De Donno – il lavoro scientifico nel quale vengono descritti i risultati ottenuti in Italia nello studio pilota con il plasma iperimmune per la cura di COVID-19; quell’argomento per cui le Iene mi hanno diffamato accusandomi falsamente di essere un bugiardo e di avere un conflitto di interesse. Vediamo cosa c’è scritto. Prima di tutto pare che il plasma non sia così sicuro come alcuni pensano: nel lavoro viene riportato come su 46 pazienti trattati in 4 ci sono stati gravi effetti collaterali, tra i quali una grave insufficienza polmonare causata dalla somministrazione di plasma (tecnicamente chiamata TRALI). Niente di eccezionale, perché sono eventualità conosciute, ma corrispondono perfettamente alle cose che dicevo e per le quali sono stato accusato di mentire”.

“Ma la parte più bella è il finale dell’articolo: vi ricordate quelli delle Iene, che mi accusavano di sminuire l’efficacia del plasma iperimmune per promuovere l’uso dei miei anticorpi monoclonali (che non esistono, come potranno verificare dolorosamente in tribunale)? Ebbene, questo è il finale dell’articolo (che vi ricordo ancora è firmato anche da Giuseppe De Donno): ‘Questo è uno studio volto alla dimostrazione del concetto alla base della terapia, quindi questi dati non devono essere sovrainterpretati e l’efficacia [del plasma iperimmune] non può essere ancora affermata. Tuttavia questi dati aprono la strada a futuri sviluppi come la dimostrazione rigorosa dell’efficacia del plasma iperimmune in uno studio clinico randomizzato ed eventualmente alla possibilità di conservare il siero iperimmune per anticipare una potenziale seconda ondata pandemica, allo sviluppo di prodotti farmaceutici standardizzati costituiti dalla frazione (del plasma) di anticorpi purificati e, ultimi nella lista ma non per ordine di importanza, ALLA PRODUZIONE DI ANTICORPI MONOCLONALI SU LARGA SCALA'”.

“Avete capito, io sono stato crocifisso da le Iene per avere detto esattamente quello che dicono i medici che hanno condotto questa sperimentazione. Cioè che il plasma è potenzialmente utile, che i dati sono promettenti ma non ci sono ancora dati certi sulla sua efficacia e che – se questa efficacia fosse dimostrata – uno sviluppo fondamentale sarebbe quello di potere produrre anticorpi monoclonali umani in quantità praticamente illimitata. Per chi non lo avesse colto Giusppe De Donno, quello che nella trasmissione de Le Iene era il mio principale accusatore ora, lontano dal set televisivo, scrive ESATTAMENTE ciò per cui io ero stato accusato di essere in conflitto di interessi dando candidamente atto della giustezza scientifica di ciò che già mesi fa avevo chiaramente scritto su Medical Facts. La scienza è scienza così come le inchieste giornalistiche debbono essere documentate e rigorosamente riscontrate. Altrimenti si finisce per far del male gratuito a persone che hanno dedicato una vita alla ricerca oltre a fare una gran brutta figura. E siamo solo al primo passo, perché il meglio deve ancora venire”.

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