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Vaticano, il cardinale Becciu si dimette e rinuncia al cardinalato

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 25 Set. 2020 alle 07:49 Aggiornato il 25 Set. 2020 alle 14:22
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Immagine di copertina
Il Cardinale Angelo Becciu (Credit: ANSA)

Vaticano, il cardinale Becciu rinuncia al cardinalato

Papa Francesco ha accettato la rinuncia dalla carica di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dai diritti connessi al cardinalato presentata dal cardinale Giovanni Angelo Becciu. Il porporato, pur rimanendo cardinale, non potrà partecipare al conclave, prendere parte al concistoro e coadiuvare collegialmente Francesco nell’esercizio del governo. Durante la serata di ieri, 24 settembre 2020, è arrivata una dichiarazione del monsignor Dario Viganò, in quarantena per avere contratto il coronavirus: “Mi dispiace tanto – ha detto all’Adnkronos -. Non conosco ancora i motivi ma auguro a Becciu ogni bene possibile e pregherò per lui”.

Cosa è successo

Secondo fonti interne citate da La Repubblica, la decisione del Papa è arrivata a seguito della conclusione dell’inchiesta sull’immobile di Londra: il conto bancario con il quale sono state disposte le operazioni che hanno portato all’acquisizione dell’immobile era gestito dalla segreteria di Stato e in particolare dal sostituto dell’epoca, ossia Becciu. In quel conto, che non era controllato, vi confluivano fondi provenienti dall’Obolo di San Pietro, dallo Ior e da altri enti. Una volta che Papa Francesco ha chiesto la totale trasparenza sulle entrate e sulle uscite di ogni dicastero, la magistratura vaticana ha potuto conoscere i dettagli e dare il via alle indagini.

Un’inchiesta in edicola domenica con l’Espresso e firmata da Massimiliano Coccia rivela come il cardinale Becciu avrebbe usato dei soldi delle elemosine, dell’obolo di San Pietro e di denaro proveniente dalla Cei per fondi speculativi, dirottandoli anche verso alcune cooperative gestite in Sardegna dai suoi fratelli. Non si tratterebbe, scrive l’Espresso, di un caso singolo, ma di un vero e proprio metodo. I soldi in Sardegna sarebbero stati dirottati tre volte, “flussi di denaro difficili da tracciare”.

Le parole del cardinale Becciu

Il cardinale Giovanni Angelo Becciu ha poi parlato in una conferenza stampa. “E’ un po’ strana la cosa, in altri momenti mi ero trovato per parlare di altre cose, non di me, mi sento un pò stralunato. Ieri fino alle 6.02 mi sentivo amico del Papa, fedele esecutore del Papa. Poi il Papa dice che non ha più fiducia in me perché gli è venuta la segnalazione dei magistrati che io avrei commesso atti di peculato”, le sue parole. “Rinnovo la mia fiducia al Santo Padre. Diventando cardinale ho promesso di dare la vita per la Chiesa e per il Papa. Oggi rinnovo la mia fiducia. Mi sembra strano essere accusato di questo. Quei 100mila euro, è vero, li ho destinati alla Caritas. È nella discrezione del Sostituto destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas, a sostenere varie opere. In 7-8 anni non avevo mai fatto un’opera di sostegno per la Sardegna. So che nella mia diocesi c’è un’emergenza soprattutto per la disoccupazione,  ho voluto destinare quei 100mila euro alla Caritas. Non so perché sono accusato di peculato”.

Chi è il cardinale Giovanni Angelo Becciu

Giovanni Angelo Becciu (Pattada (Sassari), 2 giugno 1948) è un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, ex – dopo le dimissioni di ieri – prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 27 agosto 1972 dalle mani del vescovo Francesco Cogoni, vescovo di Ozieri, diocesi in cui è stato incardinato. Dopo essersi laureato in diritto canonico è entrato a far parte del servizio diplomatico della Santa Sede il 1 maggio 1984 prestando la sua opera per molti anni in varie nunziature apostoliche nel mondo, tra le quali quelle nella Repubblica Centrafricana, in Nuova Zelanda, in Liberia, nel Regno Unito, in Francia e negli Stati Uniti. Il 15 ottobre 2001 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato nunzio apostolico in Angola e arcivescovo titolare di Roselle. Un mese dopo il Papa lo ha nominato anche nunzio apostolico a São Tomé e Príncipe. Il 1 dicembre 2001 ha ricevuto a Pattada la consacrazione episcopale dalle mani del cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato della Santa Sede. Il 23 luglio 2009 papa Benedetto XVI lo ha trasferito alla nunziatura apostolica di Cuba. Conosce il francese, l’inglese, lo spagnolo e il portoghese.

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