Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Bambola Chiara Ferragni, l’a.d. della no profit: “Non abbiamo ricevuto nessuna donazione”

Immagine di copertina

Il programma tv Zona Bianca getta nuove ombre sulle iniziative di beneficenza di Chiara Ferragni. Questa volta al centro della scena c’è la bambola realizzata da Trudi ispirandosi alla figura dell’influencer.

Nel 2019, dopo il grande successo di vendite, Ferragni aveva lanciato un’edizione limitata della bambola annunciando che i ricavi sarebbero stati destinati all’associazione statunitense Stomp Out Bullying, una no-profit che si occupa di lotta al cyberbullismo.

Ora, però, i giornalisti di Zona Bianca, in onda su Rete 4, hanno scoperto che nel report annuale del 2019 dell’associazione né il nome di Chiara Ferragni né quello di alcuna delle sue società compaiono nell’elenco dei donatori o in quello dei partner.

Non solo. L’amministratrice delegata dell’associazione, Ross Ellis, dice di non sapere chi sia l’influencer e di non aver mai ricevuto da lei nessuna donazione. “Non sappiamo chi sia questa donna e non abbiamo mai ricevuto una donazione”, ha risposto Ellis alla giornalista di Zona Bianca che l’ha contattata su Linkedin.

Secondo quanto rivelato nelle scorse settimane dal quotidiano La Verità, la bambola Trudi griffata Chiara Ferragni è tra le operazioni commerciali al vaglio della Procura di Milano, che dopo il caso del pandoro Balocco ha aperto un’inchiesta per truffa aggravata a carico della stessa Ferragni e di Alessandra Balocco, presidente e amministratrice delegata della Balocco.

The Blonde Salade (Tbs), la principale società di Chiara Ferragni, nei giorni scorsi aveva diffuso una nota in cui si precisava che “i ricavi derivanti dalle vendite di tale bambola, avvenute tramite l’e-commerce The Blonde Salad, al netto delle commissioni di vendita pagate da Tbs al provider esterno che gestiva la piattaforma e-commerce, sono stati donati all’associazione Stomp Out Bullying nel luglio 2019”.

“Il tutto – proseguiva la nota di The Blonde Salade – è avvenuto, quindi, totalmente in linea con quanto comunicato sul canale Instagram di Chiara Ferragni e sugli altri riconducibili a Tbs Crew Srl. L’impegno a favore di Stomp Out Bullying ha riguardato, come dichiarato nei materiali di comunicazione, esclusivamente le vendite delle bambole fatte sul canale e-commerce diretto e non anche su altri canali gestiti da terzi”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”