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Multata sul bus a 90 anni: “Ho dimenticato di rinnovare l’abbonamento, mi hanno umiliata”

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Maria Graziani con il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale

A 90 anni le fanno 40 euro di multa perché ha dimenticato di rinnovare l’abbonamento dell’autobus per un mese. Siamo a Carrara, Toscana, alle 17.30 di domenica 6 ottobre. La signora Maria Graziani, classe 1929, sta tornando a casa in autobus, come fa tutti i giorni da quando ha smesso di usare la bicicletta. Oggi per camminare si aiuta col bastone. È abbonata dal 1985. La donna deve raggiungere la località Doganella, dove abita, lungo viale XX Settembre che è l’arteria principale della città.

Alla fermata subito precedente, quella della scuola dell’infanzia Giampaoli, sale a bordo una controllora. Le chiede l’abbonamento. Graziani glielo porge, ma scopre che è scaduto alla fine di agosto e ha dimenticato di rinnovarlo. Si offre allora di pagare l’importo di un nuovo biglietto. Niente da fare. La controllora scende con lei alla fermata successiva e stila il verbale: 40 euro di multa.

Graziani prende 700 euro di pensione al mese. Due ragazzi si offrono di dare alla donna i loro biglietti, o di pagargliene uno nuovo. Di nuovo, niente da fare. La donna torna a casa in lacrime. La nipote di Maria, Martina Bottari, denuncia prontamente l’accaduto sui social. La sera stessa mi telefona. L’indomani parlo con lei e con sua madre, Laura Paglini, la figlia della signora Graziani.

Mi riportano la storia nei dettagli, decido di scriverne. La racconto sull’edizione locale de Il Tirreno e su un quotidiano online. L’eco della notizia sui social è enorme: Maria viene sommersa da messaggi di solidarietà e indignazione per quanto le è capitato. Alla sua vicenda s’interessano i giornalisti del Corriere fiorentino, di Pomeriggio Cinque, del TGR Toscana. Nonché le istituzioni: il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale (M5S), la invita in Comune.

È il momento: vado a incontrare Maria. Trovo la signora Graziani sui gradini del Comune. Maria è una donna bella oltre i suoi anni, snella, elegante nella sua camicia a motivi floreali. Ha un guizzo di vitalità che le brilla negli occhi chiarissimi. Nonostante il bastone, si muove agilmente. Mi sorride e mi stringe la mano con decisione: “Mi hanno umiliata fino a farmi piangere”, mi confessa. “Domenica notte non ho dormito nemmeno un’ora. Mi sono sentita trattata come una delinquente. In tanti anni non mi era mai successo nulla di simile. I ragazzi che sono scesi ad aiutarmi sono stati degli angeli”.

Le chiedo se qualcuno si sia scusato con lei. “Nessuno si è scusato con me”, mi dice con una punta di amarezza. Almeno la valanga di messaggi in suo favore le ha fatto piacere? “Tantissimo: vuol dire che tutti mi vogliono bene. Certo c’è stata anche una ragazza che mi ha scritto su Facebook che di novantenni senza biglietto i nostri autobus sono pieni. Si è anche chiesta dove fosse in quel momento la mia famiglia. Eccola qui la mia famiglia, è accanto a me”. Indica sua figlia e sua nipote che l’accompagnano.

Il colloquio col sindaco avviene a porte chiuse. Al termine della chiacchierata, Maria insiste per farsi fotografare insieme al primo cittadino mostrando il suo abbonamento rinnovato di fresco. Sorride: “Incontrare il sindaco mi ha fatta sentire felice come una pasqua, ha dimostrato una grande sensibilità chiedendo subito di vedermi. La multa? Volevo pagarla lunedì stesso, ma i miei familiari hanno presentato un reclamo per iscritto. Se verrà fuori che devo pagarla, allora la pagherò”.

Il sindaco De Pasquale non ha dubbi: “La signora Graziani non aveva intenzione di viaggiare gratis, i furbetti sono altri. Dispiace che una cosa del genere sia accaduta a un’abbonata storica e per giunta della sua età”. De Pasquale ha contattato telefonicamente Andrea Zavanella, presidente di Ctt Nord, l’azienda che gestisce il servizio autobus a Carrara, per avere chiarimenti sui meccanismi che regolano le sanzioni.

L’azienda ha preso le difese della sua dipendente. Il giorno stesso ha diffuso una nota stampa: “In riferimento agli ultimi articoli relativi all’episodio del 7 ottobre in cui una signora novantenne è stata multata perché non in regola, abbiamo l’obbligo di precisare quanto segue. Da una immediata indagine interna è emerso innanzitutto che l’abbonamento della signora fosse scaduto dal 31 agosto 2019; non ci risulta invece che la stessa sia stata oggetto di toni accusatori e burberi e neppure che sia stata fatta scendere dal bus, bensì che abbia autonomamente suonato il campanello in prossimità della fermata dove solitamente scende, alla Doganella”.

“Pur comprendendo il disagio e l’imbarazzo della signora Maria, si deve però precisare che il personale di controllo, che svolge una funzione pubblica, ha correttamente adempiuto al proprio dovere, applicando le norme previste non dall’azienda ma da una legge regionale (art. 25 LRT 42/1998). Siamo sorpresi per il clamore ma ancor di più rammaricati perché quando nel passato i nostri verificatori sono stati spesso bersaglio di provocazioni, insulti, aggressioni da persone italiane e non, nessuno ha mai manifestato un cenno di solidarietà nei loro confronti, nessuno si è mai prontamente attivato a loro difesa”, prosegue il comunicato.

“Infine non si può non rimarcare lo sdegno con la quale la notizia viene commentata sui social, con evidenti insulti e velate minacce per le quali si chiede pubblicamente una presa di posizione forte ed inequivocabile da parte di tutti, anche e soprattutto di chi riveste o ha rivestito fino a poco tempo fa ruoli istituzionali”.

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