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Perché Google dedica il doodle agli stivali di gomma di Wellington

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Il 5 dicembre del 2014 fu il giorno più piovoso della storia del Regno Unito: il doodle di Google di oggi

Gli stivali di gomma di Wellington, il significato del doodle di Google di oggi

I protagonisti del doogle di Google di oggi, 5 dicembre 2019, sono gli stivali di gomma Wellington. Una scelta apparentemente sorprendente, ma in realtà molto originale e significativa. Di solito, infatti, i doodle vengono dedicati a personaggi famosi  o a ricorrenze importanti, e non ad oggetti di uso comune come gli stivali.

Perché allora la scelta di dedicare il doodle agli stivali di gomma? Il popolare motore di ricerca vuole con l’occasione ricordare il 5 dicembre 2014, giorno più piovoso nella storia del Regno Unito, in cui caddero 34 centimetri di pioggia nella contea inglese di Cumbria, al confine con la Scozia.

Gli stivali di gomma, che gli inglesi chiamano “Wellington boots” o con il diminutivo “wellie” sono stati il simbolo di quel giorno. Un oggetto che recentemente abbiamo visto molto anche in Italia, soprattutto a Venezia, dopo l’ondata di maltempo che nelle scorse settimane ha colpito gran parte del nostro Paese.

Gli stivali Wellington: la loro storia

Il loro nome è legato al fatto che a concepire la loro particolare forma fu Arthur Wellesley, duca di Wellington, nella prima metà dell’Ottocento, ispirandosi a sua volta al modello assiano, che aveva la gamba che arrivava quasi al ginocchio ed era solitamente decorato con una nappa sul bordo.

Wellington ebbe così l’intuizione di renderlo più pratico togliendo il bordo e la nappa e rendendo lo stivale più aderente alla gamba, facendolo finire a metà polpaccio. Un modello che divenne subito di moda, per poi subire modifiche nel secolo successivo.

Molto utile soprattutto in Paese come il Regno Unito in cui le piogge e di conseguenza il fango sono molto presenti. Negli ultimi decenni gli stivali sono diventati un accessorio di moda, grazie a varie aziende e griffe che lo hanno saputo valorizzare.

Negli anni Novanta, ad esempio, sono diventati un capo d’abbigliamento unisex molto in voga tra i giovani.

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