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“Non siamo un numero. Proteggi gli anziani”, i Simpson contro il Coronavirus

Immagine di copertina
Credit: aleXsandro Palombo

Da Abraham Simpson a Jasper Beardley, Agnes Skinner e la Regina Elisabetta sono i protagonisti della campagna di sensibilizzazione in sostegno degli anziani

Coronavirus, campagna di sensibilizzazione con i Simpson

In una situazione cosi difficile come quella che stiamo vivendo in cui gli anziani sono esposti a rischi altissimi per il Coronavirus, l’artista contemporaneo aleXsandro Palombo risponde ad un urgenza e lancia una campagna di sensibilizzazione sociale che invita le persone a riflettere e a proteggere gli anziani.

Una serie di manifesti sul Coronavirus che vedono come protagonista principale Abraham Simpson, il nonno più celebre dei cartoni animati che l’artista ha ritratto con in mano la bandiera italiana e dove sopra campeggia la scritta “Non siamo un numero – Proteggi gli anziani”, una claim forte che vuole far riflettere sul feroce cinismo che in questo terribile momento si è abbattuto sugli anziani d’Italia.

In un altro manifesto sul Coronavirus il Nonno Simpson appare privo di vita sul letto di ospedale davanti agli occhi atterriti del famoso Dottore dei Simpson Julius Hibbert e del nipote Bart Simpson. Un’immagine provocatoria che strilla ai giovani affinché riflettano e facciano attenzione ai loro comportamenti perchè in un momento di emergenza come questo il pericolo più grande è che diventano loro stessi il veicolo del Virus che può essere trasmesso e rivelarsi letale per i loro Nonni.

“In questa continua narrazione del Coronavirus tutto si concentra sull’età delle vittime, sul fatto che siano persone anziane e in molti casi con patologie pregresse e questo li mette nelle condizioni di non essere più percepiti come persone appartenenti alla nostra comunità e alle nostre famiglie, ma sono diventati solo un numero. Tanto erano vecchi e improduttivi e quindi hanno poca rilevanza sociale, questo è il messaggio che in questo momento stà passando su di loro e che dilaga più velocemente del Virus. Tutto questo cinismo e insensibilità è agghiacciante, gli anziani d’Italia sono la nostra memoria, la colonna portante dei nostri valori e l’identità di questo paese. Il Coronavirus ha messo a nudo il fallimento dei nostri valori sociali e culturali, il nostro cieco individualismo ed egoismo. Se non si proteggeranno i nostri anziani allora vorrà dire che tutti noi saremo condannati ad un futuro di solitudine e abbandono”, ha dichiarato aleXsandro Palombo

Questa serie di manifesti che stà facendo il giro dei media internazionali è un invito all’azione e alla reazione, un modo per mettere in guardia tutti dalla piaga dell’indiferrenza sociale.

aleXsandro Palombo, 46 anni, milanese di adozione, è un artista pop contemporaneo e attivista, riconosciuto nel mondo per le sue opere satiriche, riflessive e irriverenti che si concentrano sulla cultura pop, la società, la diversità, l’etica e i diritti umani.

Le sue opere sono famose per l’utilizzo di un linguaggio visivo che tende a provocare e sensibilizzare. Per tutto il 2020 e fino al 2021 la sua celebre opera “Survivor” che ritrae Marge Simpson come sopravvissuta al cancro al seno e con i segni profondi della mastectomia è esposta al Museo della “Civilization” in Quebec.

Tra le esposizioni appena concluse ricordiamo “Life Is Not A Fairy Tale” solo show nella galleria del grattacielo Baltyk di Poznan (Polonia) e “The Mondrian revolution” presso il Museo Yves Saint Laurent di Parigi dove l’artista è stato invitato ad esporre la famosa opera che ritrae ”Marge Simpson” con il famoso abito Mondrian di Yves Saint Laurent.

Nel 2018 è stato protagonista della mostra “Violated Bodies” nella sede newyorkese del John Jay College of Criminal Justice di Manhattan presso la Galleria d’arte “Anya and Andrew Shiva Gallery & President’s Gallery”, “Break the Silence” by aleXsandro Palombo la mostra contro la violenza domestica al SUNY – The State University of New York.

L’arte visionaria di aleXsandro Palombo prende forma in un’atmosfera di libertà, vera e non vera, reale e favolistica. La fruizione dell’opera inizia dai titoli, spesso interrogativi, che obbligano l’osservatore a darsi necessariamente una risposta, che è poi la chiave di lettura del mondo documentato, analizzato, e dipinto dall’artista. L’artista usa la sua arte come strumento di riflessione e sensibilizzazione. Il fruitore dell’opera dialoga con i soggetti protagonisti, divenuti specchi autentici ed episodici della società contemporanea, dell’ indifferenza al disordine politico, sociale e malato dei nostri tempi; al male rappresentato dall’autore con meraviglia, stupore, ironia, dove la traccia lasciata dal messaggio e dal linguaggio visivo dell’artista, trasforma il fruitore in esploratore tanto della favola quanto della realtà.
Tra le sue ultime opere più note ricordiamo la serie “Just Because I am Woman” con le donne della politica mondiale come vittime di violenza di genere, una serie di opere visibile su molti muri della città di Milano.

Tra le serie più iconiche ci sono “Breast Cancer Survivor” con l’eroine di carta sopravvissute al cancro al seno o ”Disabeld Disney Princess” la serie che ritrae le principesse Disney disabili. La produzione dell’artista è molto vasta e vanno ricordate anche le opere “What kind of man are you?” sulla violenza domestica, “The Simpsons go to Auschwitz” per non dimenticare la tragedia dell’Oolocausto, “The Simpsons black, I Can’t Breath” sul razzismo in America e “Break the Silence” con le celebrità come Kim Kardashian e Angelina Jolie vittime di violenza domestica.

Molti sono i suoi dipinti Pop che satirizzano e catapultano le celebrità nel mondo dei Simpson come è accaduto per Kate Middleton, Meghan Markle, il matrimonio di George Clooney e Amal Alamuddin, Kim Kardashian and Kanye West, Adele, Caitlyn Jenner, El Chapo con la moglie Emma Coronel e molti altri.

Leggi anche: 1. Merkel con l’occhio nero, Michelle Obama con i lividi: le potenti immagini delle donne leader vittime di violenza / 2. Mascherine gratis per tutti: l’azienda italiana tutta al femminile che ha convertito la produzione industriale per il Coronavirus 

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