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Napoli: influencer mangia la pizza da Porzio e condivide le storie, ma dopo aver ricevuto il conto le cancella

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Napoli: influencer mangia la pizza da Porzio e condivide le storie, ma dopo aver ricevuto il conto le cancella

Va a mangiare la pizza in un celebre locale di Napoli pubblicando sui social selfie, storie, e commenti entusiastici. Quando però le presentano il conto, l’influencer decide di cancellare tutto. A raccontare il caso è Errico Porzio, titolare della nota pizzeria napoletana. “Ha fatto delle storie su Instagram ma poi dopo averle presentato il conto le ha cancellate. Ditemi che è uno scherzo”, ha scritto Porzio su Facebook, premettendo che lui non era personalmente presente, che non l’aveva invitata e non sapeva “neanche chi fosse”.

L’influencer ha spiegato così il motivo: “non sponsorizzo gratuitamente aziende”. “Apprezzo la vostra cordiale accoglienza, però insomma capirete che il lavoro è lavoro”, ha scritto.

Il caso ha di nuovo alimentato polemiche sugli influencer “scrocconi”. Solo negli ultimi mesi, sono balzati agli onori della cronaca diversi i casi:

A febbraio lo chef stellato Lele Usai si era scagliato contro quella che ha definito “meccanismo marcio”, raccontando  di aver ricevuto la richiesta da parte di una food blogger che chiedeva per lei e altri 5-7 colleghi un pranzo gratis in cambio di visibilità sui loro canali social. “Se vorrete venire presso uno dei nostri ristoranti ne saremo lieti, ma sia chiaro che pagherete il conto come tutti i nostri ospiti”, la risposta del titolare de Il Tino.

A giugno è stata la volta di un albergatore romano, che si è sfogato per la richiesta di una “nota influencer del momento”, ex concorrente di reality show. In cambio di visibilità e storie Instagram, chiedeva pernottamenti gratis per lei, due amici e il cane, oltre a un pagamento di 600 euro: “Siamo inondati da richieste del genere”.

Vicende del genere sono finite anche in tribunale. È successo in Australia, dove alcune influencer hanno fatto causa a un ristorante per averle accusate su Facebook di non aver saldato un conto da 364 dollari australiani (220 euro). Le quattro si erano rifiutate di pagare perché il ristorante le avrebbe servito un’aragosta surgelata al posto di una fresca, sostenendo di essere state vittime di un’intossicazione alimentare. Dai loro profili social però, il gestore aveva scoperto che due ore dopo si erano sedute a cena in un altro ristorante.

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