In Cina il fast food KFC apre un locale in cui si preserva un’antica lingua parlata solo dalle donne

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 24 Ott. 2019 alle 13:04
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

In Cina nasce il primo KFC per preservare la antica lingua Nvshu usata solo dalle donne

La celeberrima catena di fast food Kentucky Fried Chicken – meglio nota come KFC – ha inaugurato in Cina un locale davvero particolare: si tratta di un ristorante a tema “Nvshu“, ovvero una lingua usata solo ed esclusivamente dalle donne in alcune aree del paese.

Il locale nasce con l’idea di preservare questo antico e raro idioma ed è stato inaugurato lo scorso 22 ottobre a Yongzhou, nella provincia centrale cinese dello Hunan. All’interno, le pareti sono decorate con antichi caratteri Nvshu (letteralmente scrittura femminile), con riproduzioni calligrafiche di poesie e con una serie di opere letterarie composte interamente in questa forma.

La lingua Nvshu venne scoperta attorno agli anni Ottanta. In quel momento la scoperta suscitò grande interesse in tutto il mondo per la particolarità della scrittura. Dipinti di solito su carta o ricamati su stoffe, questi intricati caratteri, dallo stile di scrittura unico, dovrebbero rifarsi alle pose femminili.

Ma il ristorante fa molto più che esporre poesie e scritti del particolare idioma. Kentucky Fried Chicken ha invitato coloro che ancora oggi scrivono e compongono utilizzando proprio la particolare forma di scrittura affinché insegnino ai clienti interessati e incuriositi la lingua Nvshu.

“Il Nvshu rappresenta uno specifico linguaggio di genere, peculiare della Cina, e KFC ha un gran numero di clienti”, ha detto Hu Xin, erede di quest’antica arte. “Questa collaborazione può aiutare le persone a comprendere e apprezzare meglio la calligrafia Nvshu”, ha aggiunto.

La Nvshu, probabilmente l’unica lingua specifica al mondo relativa al mondo femminile, era molto diffusa in diverse municipalità della contea di Jiangyong a Yongzhou, ma era sul punto di estinguersi per la mancanza di nuove seguaci. Nel 2006, quest’arte secolare si è guadagnata un posto nell’elenco del Patrimonio culturale immateriale nazionale tutelato dalla Cina.

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