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Rapporto Eurispes, il 15 per cento degli italiani nega la Shoah. Molti sono di sinistra

Secondo la 32esima edizione del Rapporto Italia, un italiano su sette è d'accordo con la credenza che l'Olocausto non sia mai avvenuto

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 30 Gen. 2020 alle 12:32 Aggiornato il 30 Gen. 2020 alle 13:13
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Immagine di copertina

Un italiano su sette crede che la Shoah non sia mai esistita

Giovedì 30 gennaio l’istituto privato di ricerca Eurispes ha reso noti i dati del Rapporto Italia 2020, che sonda gli orientamenti degli italiani su temi di economia, costume, finanza, politica o attualità.

Lo studio, giunto alla sua 32esima edizione, è stato presentato presso l’Aula Magna dell’Università Sapienza di Roma alla presenza del premier Giuseppe Conte.

Tra le varie convinzioni errate intercettate dalla ricerca, ci sono quelle relative alla Shoah e al ruolo della comunità ebraica nella storia d’Italia. Secondo Eurispes – che ha condotto l’indagine su un campione di 1000 soggetti, scelti in proporzione alla società italiana – un italiano su sette non crede sia mai esistita.

“Rispetto all’affermazione che l’Olocausto degli ebrei non è mai accaduto, la quota di accordo si attesta al 15,6 per cento (con un 4,5 per cento addirittura molto d’accordo ed un 11,1 per cento abbastanza d’accordo), a fronte dell’84 per cento non concorde (il 67,3 per cento per niente, il 17,1 per cento poco)”, si legge nel rapporto.

Un altro dato importante da considerare è che il numero di coloro che negano la Shoah e non credono sia mai avvenuta è aumentato negli ultimi quindici anni in modo significativo, passando dal 2,7 per cento del 2004 al 15,6 di quest’anno.

Eurispes mette poi in evidenza la collocazione politica degli intervistati, e mostra come alcuni “negazionisti” (l’8,2 per cento) si riconoscano nel Movimento 5 stelle, mentre la più alta percentuale di revisionisti si registra tra gli elettori di centrosinistra.

“La più alta percentuale di soggetti concordi con la credenza che la Shoah non sia mai esistita si registra tra gli elettori di centrosinistra (23,5 per cento). I revisionisti risultano più numerosi della media a sinistra – per il 23,3 per cento l’Olocausto degli ebrei è avvenuto realmente, ma ha prodotto meno vittime di quanto si afferma di solito – ed al centro (23 per cento), meno a destra (8,8 per cento)”.

Stando ai dati del rapporto, gli italiani sono molto cauti nel giudicare i recenti episodi di antisemitismo: per la maggior parte degli intervistati, il 61,7 per cento, questi non sono indice di un reale problema di razzismo.

Al tempo stesso, il 60,6 per cento ritiene che questi episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo. Per meno della metà del campione (47,5 per cento) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di un pericoloso ritorno del fenomeno.

Per il 37,2 per cento, infine, sono solo bravate commesse per provocazione o per scherzo.

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