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Made in Italy e Coronavirus #iocomproitaliano: valorizzare le produzioni italiane per superare la crisi

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Gruppo Gabel

Made in Italy e Coronavirus #iocomproitaliano: valorizzare le produzioni italiane per superare la crisi

La produzione “home made”, tra Como e Sondrio, è la carta vincete del Gruppo Gabel che in questo periodo di emergenza sanitaria mira a combattere la concorrenza, a non perdere la propria “natura” e continuare a essere competitivo in un mercato dominato da multinazionali. 

Il gruppo Gabel è una vera e propria “sartoria industriale”, che nella pratica significa mantenere un’alta qualità nell’intero ciclo produttivo, con la filiera gestita interamente in Italia; significa essere in grado di adattarsi con velocità alle richieste del mercato e ideare 10-12 collezioni al mese per 6-7 campagne di vendita all’anno. 

Una vera eccellenza del Made in Italy che ora si trova a lottare contro le ripercussioni economiche legate all’emergenza sanitaria. Per superare la crisi, una volta ripartita la produzione, sarà fondamentale come rilevano gli esperti ripartire proprio da una valorizzazione del Made in Italy sostenendo l’hashtag #iocomproitaliano, riscoprendo quei brand che hanno fatto del rispetto per l’ambiente così come dei diritti umani e delle migliori condizioni di lavoro, il proprio cavallo di battaglia. 

“Noi siamo pronti, a ripartire, a riaprire le fabbriche, anche se l’incertezza della situazione non aiuta… Ora la politica deve fare la sua parte. Dopo tutte le dimostrazioni di appartenenza ci auguriamo che anche i consumatori facciano scelte più consapevoli scegliendo i marchi fautori del vero Made in Italy, come i nostri e come tante altre realtà di cui Paese pieno e che sono fiore all’ occhiello della nostra economia” dichiara Michele Moltrasio, AD del Gruppo Gabel. 

Leggi anche: 1. Giorgio Armani: ”Non si può pensare solo al profitto. La moda deve tornare a essere umana”

2. Esclusivo TPI: Così i big dell’alta moda scaricano i loro problemi di liquidità finanziaria sui fornitori

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