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L’intervista di Daria Bignardi a Elena Ferrante: “Essere donna è una straordinaria opportunità”

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 28 Set. 2020 alle 15:57 Aggiornato il 28 Set. 2020 alle 16:38
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Elena Ferrante: “Essere donna è una straordinaria opportunità”

Elena Ferrante, l’autrice de L’amica geniale, si è concessa una lunga intervista con Daria Bignardi sul nuovo volume di Vanity Fair (disponibile anche online) parlando soprattutto del ruolo della donna nella nostra società. La Bignardi ha immediatamente toccato il tasto “Amica geniale”, la tetralogia che ha reso la Ferrante un’autrice conosciuta a livello mondiale: una storia d’amicizia, d’amore e un continuo sgomitare per trovare il proprio posto nel mondo, un testa a testa tra due amiche (talvolta più nemiche) che ogni tanto hanno lasciato che fosse l’amore (o l’illusione dell’amore) a giostrare la propria vita. Può un uomo avere tanto potere su una donna?

Quando, ad esempio, Lena trascura le figlie per stare con Nino? Secondo Elena Ferrante: “Ci disturba relativamente poco che un uomo trascuri i figli per amore, mentre che lo faccia una donna infastidisce non solo i maschi ma anche noi stesse. L’esistenza femminile è stata costretta a gestire la colpa, a temerne le conseguenze, a subirle, dentro regole che le donne non hanno contribuito a fissare e che ancora oggi agiscono nel profondo. Usiamo le stesse parole, uomini e donne, ma i significati maschili hanno radici profonde, ci imprigionano, e i nostri significati soffocano”.

Al Festival della Bellezza a Verona tutti uomini, una sola donna: il parere della Ferrante

La Ferrante ha espresso anche la sua opinione riguardo il Festival della Bellezza di Verona, che ha suscitato scalpore quest’anno poiché erano presenti 28 relatori uomini e una sola donna. “Mi è sembrato del tutto in linea con la tradizione maschile. Gli uomini da sempre si appassionano ai nostri corpi, ci amano, ci mettono al centro della loro arte e della loro letteratura, ma solo per suonarsela e cantarsela da soli, stabilendo loro canoni, fissando loro gerarchie. Noi siamo stimoli: suscitiamo piacere, amore, grandi opere. Nel migliore dei casi ci chiamano muse, con tanto di aggettivo possessivo: la mia musa”.

“Credo che il patriarcato sia davvero finito” ha proseguito la Ferrante, “ma un po’ come è morto il Dio di Nietzsche. Il corteo funebre non accenna a smettere di serpeggiare, è tracotante come una sfilata militare e tirerà brutti tiri ancora per molto”.

Nell’intervista della Bignardi si parla di storie, personaggi, ma anche autrici e autori, della situazione attuale del mondo, di politica, di speranze per il futuro, di giovani, d’infanzia. Ma soprattutto si parla di donne. “Essere donna è una grande avventura e una straordinaria opportunità. Lo sarà sempre di più, c’è tutto un mondo da reinventare. Chissà, gli uomini si adopereranno per diventare donne”.

L’intervista completa è disponibile su Vanity Fair. 

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