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Come sopravvivere allo stress da confronto? (di G. Amandolesi)

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Poiché non è possibile fornire una risposta esaustiva in 15 secondi e tanto meno fare terapia, ho deciso di selezionare alcuni dei dubbi, delle domande e delle riflessioni che avete condiviso con me nella box “terapia in 15 secondi” e che nell’ultimo periodo con costanza variabile avete visto comparire sul mio profilo. Molti dei vostri quesiti prevedevano e meritavano più tempo rispetto a quello dedicato, per questo motivo la mia scelta è ricaduta domanda che con più frequenza mi avete sottoposto. Insomma, bando alle ciance, iniziamo!

Come sopravvivere allo stress da confronto?

Il confronto si attiva nei termini in cui la nostra mente capta in qualcuno che consideriamo simile a noi (per svariate caratteristiche) qualcosa che invece a noi manca. Creando una discrepanza, a livello cognitivo, tra ciò che siamo e ciò che dovremmo/vorremmo essere. Ovviamente questo confronto, avviene con più probabilità se l’individuo mostra un dialogo interno già di per sé svalutante ed iper critico nei propri confronti. Ma qual è l’errore cognitivo in cui si inciampa in questo loop di idealizzazione esterna e di svalutazione interna? Ecco l’errore riguarda l’intenzione che affibbiamo agli altri quando immaginiamo che ragionino e pensino esattamente come ragioniamo e pensiamo noi, con la differenza che vengono considerati la nostra evoluzione, il nostro “modello successivo”, la versione 2.0 in termini di valore, qualità, caratteristiche.

E quindi beh in questi termini tutti possono sentirsi la brutta copia.

A costituire il processo di formazione dell’autostima sono due componenti: il sé reale e il sé ideale, NON terze persone ma piuttosto ciò che siamo e ciò che ci aspettiamo di dover essere. E allora perché tiriamo dentro l’altro? L’altro in questi termini si trasforma in veicolo di proiezioni, di ideali, di bisogni e mancanze nostre, dicendo molto di più di noi che di questo fantomatico Altro. La verità è che gli altri non c’entrano nulla con quello che siamo, siamo tutti profondamente diversi e per questo difficili da confrontare.

Probabilmente talvolta ci fa anche comodo vedere nei successi degli altri i nostri fallimenti, gongolandoci in quell’insoddisfazione e in quell’impotenza che internamente ci legittima a non fare di più “perché intanto non saremo mai come lui/lei”. Invece abbiamo molto più potere di quanto immaginiamo nel riscattarci e nel soddisfarci.

Focalizzati all’interno e non all’esterno che l’Altro non riflette quello che non hai!

Osserva chi ti circonda non come un fattore di stress, come una minaccia alla tua felicità o autostima ma piuttosto come un’eventuale opportunità per migliorarti e divincolarti da tutto quello che l’altro è e tu no! L’abilità dell’altro e il fatto che questa attivi in te il desiderio a tua volta di appropriartene, può essere un incentivo al cambiamento e all’evoluzione di alcune tue skills piuttosto che l’esemplificazione di ciò che non hai.

Ricorda però che tu sei tu e non sei la brutta copia di nessuno, ispirati a loro e fallo a modo tuo, sarà inevitabilmente diverso. Una volta ampliate le nostre prospettive con riferimenti positivi nei confronti dell’altro, siamo in grado di vedere più opportunità in ciò che ci circonda e di conseguenza meno difetti e per fortuna anche meno nemici.

Aiutati seguendo alcune piccole accortezze, focalizzandoti su di te:

1. Esplora le cause di stress

Piuttosto che rimuginare su sentimenti di frustrazione e impotenza, guarda la tua situazione con occhi nuovi. Quali aspetti della tua situazione ti stanno stressando di più? Che bisogni hai che non vengono soddisfatti? Dove senti una mancanza di controllo? Diventa consapevole, se già non lo sei, delle parti della tua situazione che vorreste cambiare.

2. Individua ciò che puoi cambiare

Questo primo passo può sembrare ovvio, ma non sempre è fatto. Quando riformuli, cambi la tua prospettiva sulle cose. Quando cerchi ciò che puoi cambiare, fai un brainstorming per quante più possibilità puoi, senza giudicarle subito. Invece di pensare: “Vorrei poterlo cambiare” o addirittura, “posso cambiare questo?”, prova a pensare: “Come posso cambiare questo?”. Potresti non essere in grado di cambiare tutto, ma con una visione positiva della situazione, potrai vedere possibilità di cui prima non eri a conoscenza.

3. Ricerca i vantaggi

Se sei in una situazione che non puoi cambiare, prova a riformulare i tuoi pensieri e cambiare il modo in cui ti senti al riguardo trovando benefici nella situazione che affronti. Quali opportunità potrebbero essere trovate tra i detriti? Quali forze potreste aver guadagnato semplicemente lavorando su questo? Quando stai cercando benefici, non significa che non ti lasci sfuggire i negativi; semplicemente nota i lati positivi e concentrati su di essi (ad esempio la tecnica del reframing consiste nel cambiare il modo di percepire una situazione, e quindi cambiarne il suo significato) per trovare i benefici di una crisi.

4. Trova l’umorismo

Hai mai pensato che un giorno ti guarderai indietro e riderai? Perché non lasciare che quel giorno sia oggi per riderci su? A volte ciò che ci accade o ci stressa è così assurdo che non si può fare a meno di sorriderne.

 

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