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In Italia una città medievale sommersa è pronta a tornare a galla

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 26 Mag. 2020 alle 10:38
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Immagine di copertina

C’è una città sommersa pronta a tornare alla luce: è un borgo medievale in provincia di Lucca

C’è una città medievale, sommersa dagli anni ’40, che è pronta a tornare alla luce. Si trova in provincia di Lucca e l’operazione è stata annunciata via Facebook da Lorenza Giorgi, figlia dell’ex sindaco della cittadina nel cuore della Toscana. Nel 2021, il bacino artificiale del lago di Vagli verrà svuotato, permettendo dunque alle rovine delle Fabbriche di Careggine di tornare a galla.

Si potranno ammirare le bellezze del borgo medievale sommerso, il mondo in cui vivevano fabbri e ferrai fondato nel XIII secolo, un pezzo di storia sommerso da decenni che torna finalmente alla luce. Il lago di Vagli è nato con la creazione di una diga sullo sbarramento del torrente Edron, un’opera che fu realizzata tra i 1947 e il 1953. Questa però non è la prima volta: la città infatti è stata riportata a galla già quattro volte.

Il borgo medievale sommerso del lago di Vagli torna alla luce

“Vi informo che da fonti certe so che il prossimo anno, nel 2021, verrà svuotato il lago di Vagli. L’ultima volta è stato svuotato nel 1994 quando mio padre era sindaco e grazie al suo impegno e alle numerosissime iniziative che, con fatica, era riuscito a mettere in piedi in una sola estate il paese di Vagli ha accolto più di un milione di persone”, ha spiegato Lorenza Giorgi su Facebook.

“Nel 1994 mio padre mi racconta che fu difficile attirare un così grande numero di persone e che tutto fu fatto senza oneri a carico dell’amministrazione (oltre a quelli di ordinaria rappresentanza di un piccolo comune). Mi auguro che il prossimo anno, forti della passata esperienza di cui tutti hanno un bellissimo ricordo e con l’aiuto dei social network, si riesca a ripetere e superare il grande successo, con altrettanta oculatezza. In questi anni si è fatto poco per il turismo. Nonostante le opere realizzate e le ingenti spese, ogni volta i numeri sono stati gonfiati per ottenere un po’ di visibilità, lo dimostra il fatto che molte attività abbiano chiuso e di questo mi dispiaccio soprattutto per la mia comunità a cui sono molto legata”, ha concluso Lorenza.

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