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Lo strano tracciato a forma di pene della nave che blocca il canale di Suez

Immagine di copertina
Il percorso della nave portacontainer Ever Given prima di arenarsi nel canale di Suez. Credit: Ansa, VesselFinder

Lo strano tracciato a forma di pene della nave che blocca il canale di Suez

Poco prima di finire per arenarsi nel canale di Suez, la portacontainer da 220.000 tonnellate Ever Given ha regalato al mondo qualcosa di cui parlare, nell’attesa si liberi uno dei passaggi marittimi più trafficati al mondo. Prima di imboccare il canale, la nave è infatti riuscita a tracciare nel Mar Rosso un profilo inconfondibile: quello di un enorme pene, accompagnato da testicoli ben proporzionati e un immancabile posteriore.

La precisione del disegno, e anche l’assurdità dell’incidente che rischia di tenere uno snodo fondamentale per l’economia mondiale bloccato per settimane, ha spinto alcuni a dubitare dell’autenticità del tracciato. Un’ipotesi seccamente smentita dal servizio di tracciamento VesselFinder, che tramite un portavoce ha fatto sapere che i dati sono assolutamente veritieri.

Il “pene di Suez” è solo uno dei tanti meme generati negli ultimi giorni da un incidente che in qualche modo ha sembrato catturare, almeno per gli utenti dei social, il momento che sta attraversando dal mondo, alle prese con la pandemia di Covid-19 e le sue ricadute economiche e psicologiche.

Secondo quanto dichiarato dagli addetti ai lavori, la rimozione della Ever Given potrebbe avvenire domenica o lunedì con l’aiuto dell’alta marea. In alternativa potrebbe essere necessario attendere almeno altri 12 giorni prima che la marea torni a livelli sufficienti per tentare di liberare il canale.

Martedì la Ever Given, lunga 400 metri e dal peso di quasi 220mila tonnellate, si è arenata nel canale di Suez mentre si dirigeva verso i Paesi Bassi dalla Cina con un carico di 200.000 container, penetrando fino a 5 metri nella riva a causa del forte vento.

Da allora le centinaia di navi che ogni settimana transitano nel principale canale al mondo sono bloccate in fila in attesa della fine delle operazioni di soccorso.

Ulteriori ritardi costringerebbero le compagnie di navigazione a cercare rotte alternative, passando ad esempio intorno al capo di Buona Speranza in Africa meridionale, una deviazione che potrebbe richiedere due settimane in più di navigazione.

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