Il caffè fa bene o fa male? I risultati dell’ultimo studio sono sorprendenti

Di Marco Nepi
Pubblicato il 2 Ago. 2020 alle 12:19 Aggiornato il 2 Ago. 2020 alle 12:20
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Chi non beve il caffè? Zuccherato, amaro, macchiato, schiumato, lungo, corto…per gli italiani in particolare, che lo prendono in diversi modi, il caffè è un vero e proprio rito. Nel corso del tempo, però, i medici hanno spesso messo in guardia le persone dagli effetti collaterali sulla salute di una eccessiva assunzione di questa bevanda, a cui sono in molti a non poter assolutamente rinunciare. Dal mondo scientifico, in effetti, sono spesso giunti pareri contrastanti su quanto faccia male o meno il caffè – considerato responsabile di malattie cardiovascolari e dell’insorgenza di tumori – e ora un articolo del New England Journal of Medicine, firmato dai ricercatori dell’Università nazionale di Singapore e di Harvard, ha fatto un po’ il punto della situazione.

Ciò che emerge dall’articolo è che le dosi giornaliere di caffeina “consigliate” sono più alte di quello che si pensa: secondo gli scienziati, infatti, un adulto non dovrebbe assumerne più di 400 mg al giorno (e mai più 200 mg in un colpo solo). Si tratta di una misura pari a circa 5 tazzine di espresso o 8 tazze di tè, quindi decisamente abbondante. Recentemente, comunque, sempre dal mondo scientifico erano giunte valutazioni sugli effetti positivi del caffè, contenente polifenoli e niacina, due sostanze che portano ad una riduzione dello stress ossidativo e che migliorano la salute del microbioma intestinale, modulando il metabolismo dei grassi e degli zuccheri. Sempre la caffeina è poi utile a ridurre il senso di fame, stimolando il metabolismo basale e aiutando chi la assume a controllare il peso: in questo caso, ovviamente, solo se assunto senza zucchero o in bevande zuccherate. Alcuni studi, inoltre, hanno dimostrato che il caffè contribuisce ad evitare la comparsa del diabete di tipo 2.

Come sostanza psicoattiva, il caffè è utile anche per il fegato, proteggendo questo organo dalle malattie, o per contrastare l’insorgenza di calcoli biliari e renali, di alcuni tumori (al fegato e all’endometrio) e del morbo di Parkinson. Chi consuma caffè, poi, vive più a lungo: consumare di 2-5 tazze al giorno sembrerebbe essere un buon “elisir di lunga vita”. Senza dimenticare gli effetti della caffeina sulla concentrazione, il senso di fatica e la percezione del dolore; di contro, però, una elevata assunzione di caffè può portare ad ansia, nervosismo, insonnia, tremori e tachicardia.

Nell’articolo, infine, i giovani in particolare vengono messi in guardia dal mix tra caffeina e sostanze alcoliche: si tratta di un’accoppiata molto pericolosa perché può portare gravi problemi neurologici e cardiovascolari, anche fatali. Se un adulto è consigliabile che assuma al massimo 400 mg di caffeina al giorno, un adolescente dovrebbe invece non superare mai i 100 mg.

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