Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Costume

Camilleri era il Re dell’empatia. La dominava come nessuno

Immagine di copertina
Lo scrittore Andrea Camilleri. Roma, 10 dicembre 2017. Credit: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Gli ultimi anni della sua vita li ha passati, pressoché cieco e circondato da cumuli di pacchetti di sigarette (quelle toste), in un bell’appartamento nell’austera via Asiago, a Roma, a pochi passi dalla storica sede di Radio Rai. Azienda di Stato con la quale Andrea Calogero (secondo nome siculissimo che ha sempre tenuto un po’ nascosto, non si capisce poi perché, visto che della Sicilia era un emblema) Camilleri è sempre stato casa e bottega. Volto talvolta nei promo dei tele-racconti, suo malgrado, ma soprattutto instancabile creatore di contenuti di fiction seriale dagli ascolti ben più miracolosi dell’acqua della piscina di Lourdes.

Il papà del Commissario Montalbano, che tornerà con un nuovo episodio anche nel prossimo palinsesto di Rai1, ci ha lasciati esattamente un anno fa, a 93 anni, per un infarto. Lo stesso che idealmente coglieva i dirigenti delle reti concorrenti ogni volta che la decima replica di una puntata dei gialli del mondo piccolo di Vigata legnava sonoramente sui tabulati Auditel un film in prima visione o uno show nuovo di zecca costato centinaia di migliaia di euro. Il famoso e temutissimo effetto Montalbano. Spiegabile e inspiegabile al contempo.

Ogni tanto cedeva ai blitz sotto casa da parte del conterraneo Fiorello (che ha reso cult una sua imitazione di quella voce passata nella grattugia), ma l’uomo Camilleri è sempre stato piuttosto riservato. Senza impedirgli di essere spiritoso e raffinato frequentatore di più mondi, dei quali conosceva l’alto e il basso, le miserie e le nobiltà. E le infilava tra le sue pagine. Sempre maschie ma mai misogine (questo forse è stato uno dei suoi grandi segreti per raggiungere la trasversalità), con una naturale comprensione quasi affettuosa verso i vinti. Perché tutti lo siamo o lo siamo stati. Perché un po’ dello sbadato agente Catarella in fondo è dentro ognuno di noi. Perché a volte cediamo e siamo precisini come Fazio, facciamo i provoloni come Mimì Augello o vorremmo mandare a quel paese il mondo intero come l’anatomopatologo Dottor Pasquano, buonanima.

Camilleri era il Re dell’empatia. La dominava come nessuno. Ti tirava dentro con quella e poi addio. E conosceva alla perfezione non solo la scrittura, con il dialetto isolano ormai a uso e consumo delle italiche masse (scantarsi=spaventarsi, taliàre=guardare; ammazzatina=omicidio), ma anche i meccanismi della serialità televisiva, essendo stato tra i curatori di una tra le serie (ancora ovviamente in bianco e nero) più leggendarie della televisione italiana: “Le inchieste del commissario Maigret”, con gli immensi Gino Cervi e Andreina Pagnani. Una “cosetta” del ’64 (all’epoca si chiamavano sceneggiati) che dovrebbero trasmettere in tutte le scuole. Sicuramente in quelle di recitazione. Ci sarebbero forse meno abbaianti animali da compagnia a bazzicare le fiction nostrane.

In Rai Camilleri entro nel ’57 per concorso, rifiutato quattro anni prima “Perché comunista”, come disse in seguito. E non l’ha mai lasciata, incarnandone l’anima del pacato raccontatore delle storie noir del profondo Sud. Dell’affabulatore che si nutre di arancini.

È appena arrivato in libreria per Sellerio, postumo, come voluto dall’autore, il finale della saga: “Riccardino”. L’ultimo capitolo di Montalbano. Scritto di getto dieci anni fa. Quando gli balenò una di quelle idee sulle quali la nostra tv campa che da una vita. E non smetterà certo di farlo.

Leggi anche: 1. Camilleri era cieco e ci vedeva benissimo: addio, maestro (di G. Cavalli)/ 2. L’insegnamento di Andrea Camilleri: “La felicità è nelle cose ridicole”

Ti potrebbe interessare
Costume / Come funziona il noleggio auto a lungo termine
Costume / Iris Apfel, i 100 anni della “starlet geriatrica” che ha rivoluzionato lo stile e la moda
Costume / Imparare a parlare inglese con l’accento della famiglia reale inglese
Ti potrebbe interessare
Costume / Come funziona il noleggio auto a lungo termine
Costume / Iris Apfel, i 100 anni della “starlet geriatrica” che ha rivoluzionato lo stile e la moda
Costume / Imparare a parlare inglese con l’accento della famiglia reale inglese
Costume / Sui social sembriamo una grande comunità e invece è solo solitudine di massa
Costume / “Donne lampadario” alla festa di compleanno di Diletta Leotta: scoppia la polemica
Costume / Buon Ferragosto 2021: le frasi e le immagini più belle di auguri da condividere
Costume / Alessandra Mussolini: “Sono una ragazza di sinistra”
Costume / San Lorenzo 2021: quando, dove e come vedere le stelle cadenti
Costume / San Lorenzo 2021, la notte delle stelle cadenti: le frasi più belle da dedicare
Costume / Il nuovo settimanale di The Post Internazionale