Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:35
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Costume

“La pizza a Napoli era uno schifo, è migliorata in Usa”: la replica di Alberto Grandi dopo l’intervista al Financial Times

Immagine di copertina

La replica di Alberto Grandi: “La pizza a Napoli era uno schifo”

Dopo la discussa intervista al Financial Times, in cui ha messo in discussione alcuni capisaldi della tradizione culinaria dell’Italia, Alberto Grandi, docente di economica e storia dell’alimentazione all’Università di Parma e co-autore del podcast DOI – Denominazione di Origine Inventata, replica alle accuse e rilancia le sue convinzioni.

“Confondiamo l’identità con le radici, l’identità è ciò che siamo oggi mentre le radici sono ciò che eravamo ieri e sono costituite da incroci, contaminazioni e scambi. È la nostra storia, fatta di persone che sono emigrate in America, Brasile, Belgio e in altri paesi” dichiara al Corriere della Sera Alberto Grandi.

Secondo il docente “la cucina italiana, come la conosciamo oggi, è frutto di contaminazioni e del fatto che milioni di italiani sono andati in giro per il mondo e hanno imparato a cucinare scoprendo ingredienti nuovi”.

Grandi, poi, fa l’esempio della pizza: “Finché è rimasta a Napoli la pizza è stata una grandissima schifezza. Ma quando è arrivata a New York si è riempita di prodotti nuovi e, in particolare, della salsa di pomodoro diventando la meraviglia che conosciamo oggi. Senza il viaggio degli italiani in America sono convinto che questa specialità sarebbe scomparsa”.

L’esperto ha replicato anche alle accuse della Coldiretti e alle critiche di Matteo Salvini: “L’Italia sta perdendo gran parte della sua identità e si sta aggrappando alla cucina come elemento identitario, una sorta di bandiera, qualcosa di cui essere orgogliosi, rispetto al quale è necessario essere ortodossi in modo grottesco”.

“C’è una cosa che mi fa diventare matto: quando dico che, negli ultimi cinquant’anni, il Parmigiano Reggiano è cambiato ed è diventato un prodotto straordinario, che male sto facendo? Qual è il danno per l’economia e l’agroalimentare italiano? Se nel Wisconsin si fa il formaggio come lo si faceva da noi cent’anni fa, questa è una colpa e non un merito per il Wisconsin: ciò non significa che sia migliore di come lo si fa oggi in Italia” dichiara ancora il docente.

“Mi sono limitato a fare una constatazione filologica delle origini del Parmigiano. Capisco le esigenze del marketing, ma io faccio un mestiere diverso, sono uno storico. Forse, alla fine, chi mi ha criticato non è poi tanto sicuro delle proprie idee se basta così poco a metterlo in crisi” conclude Alberto Grandi.

Ti potrebbe interessare
Costume / Casa, viaggi e libertà: quanto costa davvero la vita che gli italiani sognano
Costume / Profumi fruttati, il ritorno delle fragranze che raccontano il presente
Costume / Il caso Louis Vuitton: se la Moda entra a gamba tesa nei mondiali
Ti potrebbe interessare
Costume / Casa, viaggi e libertà: quanto costa davvero la vita che gli italiani sognano
Costume / Profumi fruttati, il ritorno delle fragranze che raccontano il presente
Costume / Il caso Louis Vuitton: se la Moda entra a gamba tesa nei mondiali
Costume / Viabilità a Milano: regole, ticket e modalità di accesso
Costume / Bilancio d’esercizio: la prova del nove per chi fa impresa
Costume / Misurazione nei circuiti elettrici e monitoraggio dell’intensità di corrente
Costume / Iginio Massari: “Non trovo personale, i genitori decidono che sino a 30 anni i figli non debbano lavorare”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Costume / Palio di Siena 3 luglio 2026, vincitore: chi ha vinto la Carriera di oggi | Risultato
Costume / Palio di Siena 3 luglio 2026, il drappellone che sarà consegnato alla contrada vincitrice | FOTO