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Vaia Cube, la startup che restituisce quanto tolto alla natura

Una cassa di legno pregiato che amplifica quanto si sta ascoltando sul proprio dispositivo mobile senza uso di energia

Di Redazione TPI
Pubblicato il 17 Mar. 2020 alle 13:07
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Immagine di copertina
Giuseppe, Federico, Paolo - fondatori VAIA

Partire da una catastrofe ambientale e trovare il modo di restituire quanto tolto alla natura, grazie al design: è questa la missione della startup Vaia che ha dato vita a Vaia Cube (https://www.vaiawood.eu/contatti/), una cassa passiva di legno massello pregiato che permette, senza l’uso di alcun tipo di energia, di amplificare quanto si sta ascoltando con il proprio smartphone. Il progetto prende il nome da Vaia, la forte perturbazione che tra il 26 e il 30 ottobre 2018 ha interessato il Triveneto causando la più grande catastrofe forestale italiana degli ultimi 50 anni.

Gli ideatori  sono tre giovani imprenditori under 30, Federico Stefani, Paolo Milan e Giuseppe Addamo; i quali sono stati inseriti nella prestigiosa classifica dei “100 giovani leader del futuro” stilata da Forbes Italia per il 2020 nel settore “impresa sociale”.

“Volevamo trovare una soluzione concreta alla problematica di tutti questi alberi abbattuti e ormai inutilizzabili per le grandi strutture” – spiega Federico Stefani, uno dei tre fondatori di Vaia- “Da qui l’idea di usare quel legno, considerato ormai inutilizzabile, per creare un oggetto di design che potesse anche lanciare un messaggio forte e allo stesso tempo sostenere la ripresa del territorio.”

“Per noi si tratta di una metafora forte e concreta, una cassa attraverso la quale amplificare ulteriormente il grido di aiuto della natura e mantenere alta l’attenzione sul cambiamento climatico” prosegue il giovane imprenditore.

Una parte dei ricavi è destinata alla comunità locale e ai suoi artigiani: “Stiamo combattendo per rendere il progetto quanto più economicamente sostenibile e per restituire il più possibile alla natura” – spiegano i fondatori.

Vaia Cube viene realizzato con un legno certificato caduto durante la tempesta: uno dei diversi legni utilizzati è quello dell’Abete della Val di Fassa, un pregiato tipo di abete rosso usato da sempre per costruire i violini, la cui struttura particolare permette di amplificare il suono. Un ulteriore simbolo di come un simile oggetto voglia propagare un messaggio forte e farlo arrivare ovunque in modo sostenibile attraverso il design.

Il legno usato è di tipo massello ed ogni prodotto presenta una spaccatura, realizzata da un falegname con un’ascia che segue la venatura naturale del legno ormai rotto. Una scelta fatta con l’obiettivo di far capire cosa sia successo e portare un segno tangibile della foresta ferita. Ciò comporta che ogni pezzo realizzato sia unico: nessuno è uguale all’altro.

Il team della startup sta coinvolgendo artigiani e falegnami veneti per realizzare le cassa lignea e gli operatori nelle Dolomiti che si occupano delle foreste pubbliche per la piantumazione di nuovi alberi, facendosi promotore di un messaggio concreto: ogni acquisto di un Vaia contribuisce a piantare un nuovo albero e far rinascere così la foresta. Infatti, Il territorio oggi presenta notevoli dissesti idrogeologici ed è a rischio frane a causa della deforestazione conseguente alla catastrofe ambientale del 2018.

La prima piantumazione avverrà nella estate 2020.  Un primo grande risultato è stato già raggiunto: si è già arrivati a 5200 alberi da piantare nei primi 6 mesi dalla nascita del progetto, andando oltre l’obiettivo iniziale di 5000 alberi.

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