Massimo Cacciari contro Greta Thunberg: “Se affrontiamo i problemi come lei siamo fritti. Meglio stare in aula con gli scienziati”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 27 Set. 2019 alle 10:33 Aggiornato il 27 Set. 2019 alle 13:07
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Il filosofo Massimo Cacciari e l'attivista per il clima Greta Thunberg

Massimo Cacciari contro Greta Thunberg e lo sciopero degli studenti per il clima

Il filosofo opinionista Massimo Cacciari si scaglia contro Greta Thunberg, la 16enne paladina del movimento ambientalista “Fridays for Future”.

Per Cacciari le cose che dice Greta sono “già state dette da fior fior di scienziati” ma forse “non avevano l’eco di questa bambina”. E poi la invita a tornare a scuola: “Non è così che si formano le coscienze critiche”.

“Se continuiamo ad affrontare i problemi alla Greta siamo fritti”, dice il filosofo.

Oggi è il gran giorno del terzo sciopero globale per il clima: il 27 settembre 2019, infatti, milioni di studenti in tutto il mondo scendono in piazza per la terza volta in occasione del Friday for future.

“Non è dicendo ‘mi avete rubato i sogni’ che si affrontano i problemi” sostiene Massimo Cacciari. “Se continuiamo ad affrontare i problemi alla Greta siamo fritti”, meglio “siamo all’ideologia dell’incompetenza”, dice il professore di Estetica all’Università San Raffaele di Milano in un’intervista al Corriere della Sera.

Secondo l’ex sindaco di Venezia, “i problemi non si affrontano in termini ideologico-sentimental-patetico”, ma “in termini scientifici”.

Ma non solo Greta Thunberg, Cacciari critica anche il ministro Fioramonti in merito all’idea di giustificare le assenze degli studenti che intendano partecipare allo sciopero per il clima.

“Mica il ministro può giustificare i ragazzi. O è diventato un suo potere?”, ma forse “allora sarà una manifestazione autorizzata, solo che è di un’assurdità pazzesca”.

Secondo Cacciari queste ore di assenza potrebbero essere sfruttate “per fare seminari autogestiti ai quali far partecipare lo scienziato che racconta come va il clima” e “capendo problemini che sfuggono totalmente alla bambina” ponendo, nel caso, “il problema delle risorse disponibili” e se “uno sviluppo economico è compatibile con l’ambiente”.

E “non è così che nascono le coscienze critiche” ma si formano “lentamente, faticosamente, con la formazione”. In questo caso Greta “dovrebbe andarci a scuola” dice il professore, perché “forse si renderebbe conto che lei è svedese, i ragazzi che scioperano sono europei, ma in piazza non ci sono né indiani, né cinesi, né brasiliani. Non mi pare un problemino da poco”.

Friday for future: milioni di studenti in tutto il mondo in piazza per il terzo sciopero globale per il clima

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