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“La centrale a biogas di Alessandria va fermata prima che sia troppo tardi”: lettera aperta dei cittadini

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 24 Feb. 2021 alle 15:49
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Immagine di copertina

In una piccola frazione del Monferrato, a pochi chilometri da Alessandria, in Piemonte, è in corso una lotta per il futuro dell’ambiente. L’oggetto del contendere è l’impianto a biometano. Impianto che l’azienda con sede legale a Genova Rgp Biometano srl vuole costruire, mentre i cittadini rifiutano a gran voce. Il motivo? I rischi per la salute e per il territorio sono altissimi. E’ per questo che oggi, su TPI.it, pubblichiamo la lettera aperta del Comitato  “No-Biogas Valmadonna” al Sindaco di Alessandria.

Qui l’articolo: “Quella centrale a biogas è illegale”: la storia di Valmadonna nel Piemonte che resiste in nome dell’ambiente

“Siamo una comunità che si è mobilitata e raccolta in Comitato dopo aver saputo, per caso, di un progetto per la realizzazione di un poderoso impianto di produzione di Biogas a Valmadonna, il cui iter autorizzativo è già in fase avanzata. Alla nostra iniziativa hanno aderito in massa cittadini e villeggianti, anche di altre regioni.

L’impianto, per le sue caratteristiche, per la localizzazione e per i conseguenti interventi di modifica della viabilità, dell’assetto urbanistico e ambientale, è incompatibile con il nostro territorio e la sua vocazione agricola e residenziale.

Avrebbe infatti conseguenze pesanti e irrimediabili in termini di salubrità dell’aria, paesaggio, attività economiche, valore degli immobili, in una delle più apprezzate aree della collina alessandrina, incidendo pesantemente sulla salute nostra e dei nostri figli, senza portare alcun beneficio alla collettività.

Ecco perché La invitiamo a valutare, con senso di responsabilità e lungimiranza, le conseguenze di un’eventuale autorizzazione ad un impianto osteggiato dalla popolazione e destinato a impoverire un territorio già gravemente compromesso dal punto di vista ambientale.

Riteniamo che far sentire la propria voce per le decisioni che li riguardano sia una legittima aspirazione dei cittadini: si chiama democrazia.

Le ragioni del nostro NO:

  1. Le motivazioni tecniche che hanno indotto l’amministrazione a negare l’autorizzazione per l’impianto a Valle San Bartolomeo nel 2020 sussistono anche per l’intervento previsto a Valmadonna, essendo presenti le stesse problematiche morfologiche, sanitarie e urbanistiche che erano state allora evidenziate.
  2. L’impianto insiste in un’area di rilevante interesse paesaggistico ed elevato interesse agronomico ai sensi del Piano paesaggistico regionale ed è incompatibile con i criteri localizzativi previsti.
  3. L’impianto è del tutto avulso dal contesto di riferimento, trattandosi di una struttura che altera la vocazione agricola e residenziale del territorio, con spreco di terreno produttivo per la realizzazione di una struttura e delle necessarie opere di servizio senza apportare alcun vantaggio alla collettività.

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  1. Pur trattandosi di un impianto privato, le rilevanti modifiche che comporta all’assetto urbanistico, viario e ambientale dell’area rendono necessaria un’accurata valutazione di compatibilità con l’interesse pubblico, che non risulta sia stata finora effettuata.
  2. Si tratta di una struttura industriale, da realizzarsi ex novo in piena campagna, che non è funzionale all’agricoltura della zona, né al potenziamento e/o all’ammodernamento di edifici esistenti, alimentata da materiale proveniente per lo più da altre province e regioni, in spregio al principio di prossimità territoriale, con la necessità per l’autorità pubblica di controllare ciò che arriva per evitare ogni rischio di illecito smaltimento di rifiuti.
  3. L’impianto si trova a 1.480 metri dal centro di riabilitazione Teresio Borsalino, ora anche centro di formazione legato alla facoltà di medicina, accanto ad una dimora storica, a poca distanza da un maneggio sede di attività ippica sportiva e riabilitativa, dalle scuole elementare e materna di Valmadonna e dalla Cittadella di Alessandria.
  4. La vicinanza con un deposito di carburanti comporta rilevanti problemi di sicurezza che non sono stati adeguatamente considerati; manca un’accurata valutazione del rischio e non sono indicate le misure di mitigazione in caso di incidente.
  5. La viabilità della zona, fatta per lo più di strade di campagna, sarebbe completamente stravolta dalle modifiche dell’assetto viario previste per consentire il continuo passaggio di camion e TIR, con conseguente congestionamento del traffico, inquinamento atmosferico e acustico allo stato non quantificato.

Ambiente, sviluppo sostenibile e territorio sono strettamente collegati e costituiscono parte integrante della nostra cultura e identità, risorsa preziosa e patrimonio da salvaguardare a beneficio nostro e delle future generazioni. Si tratta di valori sanciti dalla Costituzione e alla base del Green Deal europeo, come ben evidenziato di recente anche dal Presidente Draghi.

Confidiamo che il silenzio che Ella ha finora serbato non sia indice di indifferenza, ma dimostrazione dell’attenta riflessione in corso, ai fini di una decisione ponderata.

Ci appelliamo pertanto alla Sua sensibilità di uomo di cultura e amministratore affinché ascolti le nostre ragioni e schieri il Comune contro il progetto di impianto.

Siamo certi che in tal caso anche la Provincia terrà in debito conto le nostre indicazioni. Siamo ancora in tempo!”.

Il Comitato “No-BIOGAS Valmadonna”

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