Barilla e Wwf: l’alleanza fa bene alla biodiversità
Al MAXXI di Roma presentati i risultati di un'indagine condotta sui campi coltivati secondo il disciplinare "Carta del Mulino"
L’alleanza tra Barilla e WWF fa bene alla biodiversità. Nei campi coltivati secondo la “Carta del Mulino”, disciplinare di agricoltura sostenibile elaborato dall’azienda alimentare in collaborazione con l’ong ambientalista, si è registrato in quattro anni un incremento del 64% di api selvatiche, del 42% di farfalle e del 40% di sirfidi rispetto ai terreni convenzionali. È quanto emerge da una ricerca condotta dall’Università di Bologna sui 48mila ettari coltivati a grano tenero nell’ambito di questo progetto, lanciato nel 2019.
Il dato è stato presentato ieri, in occasione di una conferenza organizzata al MAXXI di Roma a margine della mostra “Rivoluzione Naturale”, di cui Barilla è partner, che celebra i 60 anni di WWF Italia (l’esposizione prosegue fino all’8 novembre).
Tema centrale dell’evento – dal titolo “Alleanze che rigenerano. Carta del Mulino, impollinatori e biodiversità: i risultati del percorso condiviso tra WWF Italia e Mulino Bianco” – è stato l’agricoltura rigenerativa, espressione con cui si indica un insieme di pratiche agricole che punta non soltanto a ridurre gli impatti sull’ambiente, ma anche a migliorare nel tempo la salute del suolo, la biodiversità e la capacità degli ecosistemi agricoli di resistere agli stress climatici.
L’incontro è stato moderato dal professor Carlo Alberto Pratesi, docente all’Università Roma Tre e presidente di EIIS – European Institute of Innovation for Sustainability, e ha visto la partecipazione di rappresentanti di WWF Italia e Barilla, del CREA, dell’Università di Torino e del CNR-IBE, insieme a una testimonianza della filiera agricola.
Partito come iniziativa di agricoltura sostenibile, dallo scorso anno la “Carta del Mulino” è entrata in una nuova fase: per la farina di grano tenero dei biscotti Buongrano, il disciplinare prevede anche il rispetto del Regenerative Agriculture Standard di Food Chain ID, uno standard di certificazione indipendente dedicato all’agricoltura rigenerativa. Il Buongrano è il primo biscotto certificato in Italia con 100% farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa secondo questo nuovo standard. Ad oggi il progetto in partnership con WWF Italia coinvolge 2mila agricoltori, 14 mulini esterni, il mulino di proprietà Barilla e 70 centri di stoccaggio.
In seguito alla conferenza si è tenuta la cerimonia di premiazione della nuova edizione de “I Fiori del Mulino”, concorso fotografico promosso da Mulino Bianco dal 2021 per valorizzare il lavoro delle aziende agricole aderenti alla “Carta del Mulino” che si distinguono nel coltivare il campo fiorito più bello. Il disciplinare prevede di dedicare ai fiori una superficie pari ad almeno il 3% dei campi di grano tenero: aree non trattate con prodotti chimici, la cui fioritura progressiva e prolungata favorisce la presenza di insetti impollinatori e altre specie, restituendo spazio alla biodiversità. Oggi queste aree si estendono su oltre 2mila ettari, equivalenti a circa 2.900 campi da calcio.
Al primo posto del concorso si è classificata la Società Agricola Guagnellina S.S. del Gruppo Agricola Ferrarini di Mirandola, in provincia di Modena. Al secondo posto si è piazzata l’azienda Degregori Giacomo di Cuneo. Al terzo un’altra realtà cuneese: quella di Chialvetto Giorgio.
I finalisti sono stati scelti tra i venti migliori scatti selezionati da una giuria composta da WWF Italia e Mulino Bianco, dopo una prima fase di selezione sulla piattaforma Barilla Farming. Una giuria interna Barilla ha poi decretato le tre immagini vincitrici.
“Questo incontro è un’occasione per raccontare il percorso costruito con WWF Italia, che dà concretezza al legame di Mulino Bianco con la natura”, ha affermato Laura Signorelli, Equity Director Bakery Italy di Barilla. “Celebrare questa collaborazione anche attraverso la premiazione de ‘I Fiori del Mulino’ significa dare visibilità agli agricoltori che ne fanno parte e al loro lavoro quotidiano. Le loro storie ci aiutano a far conoscere ciò che c’è dietro i nostri prodotti e ad avvicinare le persone al mondo agricolo, rendendo accessibili temi come la biodiversità e il ruolo degli impollinatori”.
“La Carta del Mulino è un esempio concreto di come un approccio multistakeholder, capace di coinvolgere comunità scientifica, imprese, mondo agricolo e attori della conservazione, possa generare benefici misurabili per la biodiversità”, ha osservato Benedetta Flammini, direttrice Marketing e Comunicazione di WWF Italia: “Tradurre la conoscenza scientifica in pratiche adottabili su larga scala è la sfida che condividiamo con Barilla da anni, con l’obiettivo di contribuire a creare valore per le persone, le filiere e i territori”.
