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Il Senato fissa la data delle comunicazioni di Conte in aula per il 20 agosto. M5s e Pd votano insieme

L'Aula del Senato si è riunita per decidere sulle prossime tappe che segneranno la crisi di governo

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Giuseppe Conte Credit: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il Senato fissa la data delle comunicazioni di Conte in aula per il 20 agosto

Il Senato ha indicato il 20 agosto come data per le comunicazioni di Conte in Aula.

Sono state bocciate le mozioni del centrodestra che volevano votare la fiducia a Conte, presentata dalla Lega, entro domani, 14 agosto.

Si è formata quindi una nuova maggioranza, formata da Cinque Stelle, Partito democratico e Leu, che hanno votato insieme.

Tornati a forza dalle ferie lampo, su richiesta di Matteo Salvini a “muovere il c**o” dalle spiagge e dai monti, i senatori hanno preso posto alle 18 nell’aula di Palazzo Madama.

Salvini ha esordito in Senato rilanciando la sfida del M5s: “Tagliamo subito i 345 parlamentari e poi subito voto”, ha detto, eliminando “l’alibi” degli ex alleati, che hanno ribadito molte volte di non voler andare al voto prima di aver portato a termine la riforma costituzionale. (qui l’articolo completo sull’intervento di Salvini).

Lunedì 12 agosto era stata convocata la conferenza dei capigruppo al Senato ma non c’era stata l’unanimità dei capigruppo e la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha rimandato la decisione sulla calendarizzazione all’Assemblea.

Mozione di sfiducia al governo: che cos’è e cosa comporterà

Chi ha votato e come

La Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, come annunciato, hanno votato a favore delle mozioni che prevedevano la calendarizzazione della mozione dei sfiducia al 14 agosto per andare subito alle urne. M5s, Pd e Leu hanno votato contro, facendo rimanere di fatto la calendarizzazione del 20 agosto per le comunicazioni del premier Conte all’Aula del Senato.

Tensioni per la calendarizzazione

È toccato alle forze politiche i cui capigruppo hanno avanzato una proposta diversa – è il caso di Lega, FdI e FI, che hanno chiesto che l’Aula venisse convocata mercoledì 14 e non sulle comunicazioni di Conte bensì sulla mozione di sfiducia al premier – avanzare e mettere ai voti la richiesta di modifica del calendario.

Recita infatti l’articolo 55 del regolamento del Senato: “Il calendario, se adottato all’unanimità, ha carattere definitivo e viene comunicato all’Assemblea. In caso contrario, possono essere avanzate proposte di modifica da parte di un senatore per Gruppo.

Sulle proposte di modifica decide l’Assemblea con votazione per alzata di mano, dopo l’intervento di non più di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno. Il calendario definitivo è pubblicato e distribuito”.

Ma la proposta lanciata da queste forze politiche non ha attratto i senatori, che hanno optato in maggioranza per il 20 agosto, anche per “non votare nel giorno di commemorazione del crollo del Ponte Morandi”.

Cos’è la mozione di sfiducia

La mozione di sfiducia è un’istituto dell’ordinamento italiano, regolato da due articoli della Costituzione della Repubblica. L’articolo 94, quello che riguarda il rapporto fiduciario tra il Parlamento e il Governo, e l’articolo 126, comma 2, che disciplina l’istituto nelle regioni a statuto ordinario.

A livello nazionale, in base all’art. 94 della Costituzione, il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera può revocare la fiducia tramite mozione motivata e votata per appello nominale.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera nella quale è presentata e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione.

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