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Salvini a Sabaudia dopo l’incontro con Conte: “Non voglio un rimpasto, ma al governo qualcosa si è rotto” | DIRETTA VIDEO

L'intervento del leader della Lega in piazza, nel giorno dello scontro con il M5S sulla Tav

Immagine di copertina

Salvini a Sabaudia, l’ombra della crisi di governo | DIRETTA VIDEO

“Non vogliamo rimpasti o rimpastini, nessuna poltrona, ma al governo qualcosa si è rotto”: è il messaggio lanciato al M5S da Matteo Salvini, intervenuto con un comizio a Sabaudia, in provincia di Latina, dopo un incontro con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, nel giorno in cui si fa concreta l’ipotesi di una crisi di governo.

Oggi, mercoledì 7 agosto 2019, l’esecutivo M5S-Lega si è spaccato in Aula al Senato sul voto sulla Tav. I leghisti hanno votato con le opposizioni contro la mozione del Movimento 5 Stelle che bocciava la linea dell’Alta Velocità Torino-Lione. E il partito di Luigi Di Maio è rimasto isolato. Quella che ha preso forma è una frattura evidente nella maggioranza, mai vista nei primi 14 mesi di vita dell’esecutivo gialloverde. Poi l’intervento di Salvini a Sabaudia con una posizione netta: “Non mi uscirà mai una parola negativa su Di Maio o Conte”, ma “qualcosa si è rotto negli ultimi mesi”. (Qui il discorso integrale)

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Salvini è salito sul palco circondato dai tutti i suoi fedelissimi, in giacca e cravatta dopo il vertice con il presidente del Consiglio Conte a Roma, accompagnato da una colonna sonora: un ingresso, ‘alla Putin’, con l’intera piazza in piedi, da capo di governo.

salvini sabaudia

“È stato un anno bello, guardavo i risultati oggi al ministero”, ha detto cominciando il suo intervento il ministro-vicepremier. “Per il bene degli italiani, non per interesse personale, facciamo quello che facciamo”, ha premesso.

Salvini ha poi iniziato a rivendicare i successi del governo con la Lega e le sue proposte: “Grazie al decreto Sicurezza ora legge firmato definitivamente stamattina fino a un milione di euro di multa per le Ong se infrangono regole”. “Domani mando testo decreto sicurezza a due vescovi”, ha detto in un passaggio il ministro dell’Interno. E poi: “Noi vogliamo salvare vite ma a che stroncare scafisti”.

Salvini si è rivolto anche ai cronisti: “Anche io sono giornalista porto rispetto giornalisti ma una volta tanto vengono prima i cittadini”.

Salvini a Sabaudia: “Non cerchiamo poltrone, al governo qualcosa si è rotto”

Il leader della Lega ha negato di essere interessato ad un rimpasto di governo. “L’ultima delle cose che ci interessano – ha detto il vicepremier dal palco di Sabaudia – è avere qualche ministero in più, qualche poltrona in più. Non le stiamo qui a racimolare. Anzi, le sette poltrone della Lega sono a disposizione degli italiani. O si possono fare le cose oppure si torna a votare”.

“Tenerci sette ministeri – ha detto ancora il ministro nel suo intervento – per non riuscire a fare le cose, tutte, 100 su 100, è inutile”.

Sulla tenuta del governo poi: “Non mi uscirà mai una parola negativa su Di Maio o Conte”, ma “qualcosa si è rotto negli ultimi mesi”.

“Non uscirà mai dalla mia bocca parola negativa su Di Maio o Conte”, sono state le parole del ministro dell’Interno. “Abbiamo fatto tutto insieme”, ha proseguito e “comunque vada a finire sono soddisfatto”. “Certo, siamo da 14 mesi insieme al governo” e “non vi nego che negli ultimi 2/3 mesi qualcosa è cambiato” e “qualcosa si è rotto”. “Ciò che prima era Sì ora è No”. Così “l’Italia non va da nessuna parte”.

“Dobbiamo fare in maniera veloce, compatta, energica, coraggiosa quel che vogliamo fare. Tutti al tavolo delle parti sociali ci han chiesto dei sì, coraggio e investimenti. Non è più il momento dei no, dei forse, dei dubbi”.

Altro passaggio: “Non sono fatto per le mezze misure, o le cose si possono fare per intero e in fretta oppure star lì a scaldare la poltrona non fa per me”.

“Non mi interessano rimpastini o rimpastoni”

Salvini ha confermato l’appuntamento di domani a Pescara precisando che potrebbero succedere “robe strane”. “Domani sera sarò a Pescara, se non succedono robe strane nel frattempo”, ha detto. “E dopo la Sicilia saremo a Roma magari per fare qualche chiacchierata, ci siamo capiti…”, ha aggiunto, “nelle prossime ore si chiariranno varie situazioni”.

“Non mi interessano rimpastini o rimpastoni, le idee non valgono due poltrone, se le cose non si possono più fare è inutile andare avanti. Come in un matrimonio, se si passa più tempo a insultarsi e a litigare che a fare l’amore, meglio guardarsi in faccia e prendere una decisione da persone adulte”.

Non è mancato un passaggio sulla Tav, l’argomento di scontro odierno. “Hai speso soldi per fare lavori e allora tanto vale continuare a lavorare. E finire”.

Posizioni diverse con il M5S anche sul salario minimo. “Non si possono garantire reddito di cittadinanza a tutti e salario minimo, prima bisogna dare lavoro, creare ricchezza, sennò cosa ridistribuisci?”.

Poche parole per le polemiche dopo la sua vacanza al mare e i video girati in spiaggia a Milano Marittima. “Non avessi mai fatto dieci giorni di vacanza con mio figlio in Romagna… il ministro in spiaggia in costume… ma voi a Sabaudia ci andate in giacca e cravatta in spiaggia? Mi piace ballare, sì lo ammetto. Ho la pancia? Omo de pancia omo de sostanza…”.

Sulla prossima legge di Bilancio: “Vogliamo una manovra economica di sostanza e ambiziosa, la battaglia che sarà pesantemente presente, e a Bruxelles possono dire quello che vogliono, sarà per i 4 milioni di disabili che sopravvivono con 250 euro al mese, è una vergogna”.

Un episodio singolare nel corso del comizio di Salvini è stata la lettura della scritta sulla torre del Municipio, di epoca fascista, illuminata dai fari. “Non avevo letto cosa c’è scritto lì… mi mettete nei guai… come mai la Boldrini non l’ha ancora abbattuto?”, ha detto il vicepremier notando la scritta. “‘Regnando Vittorio Emanuele III, Benito Mussolini capo del governo… – ha letto ancora il ministro – non vado avanti, mi arrestano seduta stante. Guardiamo avanti, la storia è storia”.

La diretta video di TPI

Ecco la diretta video del discorso di Salvini a Sabaudia dalla pagina Facebook di TPI:

Salvini è stato seguito da centinaia di sostenitori. Dalla piazza di Sabaudia qualcuno ha gridato “Ci volevi tu Matteo”. Lui: “No, sono normale”.

Quello di Sabaudia è uno degli appuntamenti del tour estivo lanciato da Salvini nelle regioni del Centro e del Sud (qui il programma completo). Nella piazza del Municipio a Sabaudia, zona di influenza tra gli altri del sottosegretario al Lavoro della Lega Claudio Durigon, per l’arrivo del ministro dell’Interno è stato montato il palco con la grande scritta ‘Prima gli italiani’.

Lo scontro in aula sulla Tav

Le voci di una crisi di governo sono cominciate a circolare a metà giornata, quando in Aula al Senato, al momento delle dichiarazioni di voto sulle mozioni sulla Tav, sono state confermate le distanze tra i due partiti che sostengono l’esecutivo Conte. In particolare sono stati i rappresentati della Lega ad evidenziare le distanze con gli alleati del M5S.

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Il capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo, ha affermato: “La mozione M5S impegna il Parlamento e non il governo, ma la questione politica resta. Se fate parte del governo dovete essere a favore della Tav”. E poi: “Ci sono troppi ostacoli che impediscono a questo governo di crescere. Noi vogliamo andare avanti, non indietro”.

Le frecciate ai pentastellati sono state continue. “Potremmo condividere la questione identitaria ma se fate parte del governo e il presidente del Consiglio ha detto sì dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative”, ha detto ancora Romeo in Aula ricordando che Conte si è espresso chiaramente a favore dell’opera nei giorni scorsi. “Su un tema così importante – ha proseguito il capogruppo – avere due partiti di maggioranza, uno che vota in un modo e l’altro in un altro, pone sul tavolo una questione politica chiara e evidente: chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che seguiranno nei prossimi giorni e mesi”.

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Il M5S intanto ha risposto alla Lega in maniera altrettanto dura. Su Facebook i pentastellati hanno replicato: “Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto! Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L’inciucio è servito! Aprite gli occhi!”.

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Quando hanno lasciato il Senato Salvini e Di Maio, che erano entrambi presenti a Palazzo Madama, non si sono rivolti nemmeno un saluto. E già prima dell’inizio della seduta sulle mozioni Tav il M5S aveva convocato un’assemblea dei senatori da tenersi nel pomeriggio, prima di un’assemblea congiunta prevista in serata, con il capo politico Di Maio.

Fonti parlamentari del M5S hanno poi fatto sapere che nell’assemblea congiunta non si sarebbe discusso della tenuta del governo ma sarebbero stati affrontati “altri punti in vista della riorganizzazione avviata”.

Secondo fonti leghiste a Palazzo Chigi l’incontro tra Conte e Salvini è stato “lungo, pacato e cordiale”. Secondo voci premier e ministro avrebbero affrontato anche il tema di un rimpasto di governo, la sostituzione di ministri in quota M5S.