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Brunei, anche la compagnia aerea Virgin Airlines boicotta il sultanato in difesa dei gay

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Dal 3 aprile nel sultanato del Brunei è stata introdotta la pena di morte per lapidazione per omosessuali e adulteri, tra le proteste delle Ong che si occupano di diritti umani.

Ma la lista di chi si oppone alla nuova legge continua ad allungarsi, fino ad includere al suo interno anche Richard Branson, il miliardario fondatore della compagnia aerea Virgin Airlines.

L’imprenditore ha annunciato di aver cancellato un accordo che consentiva al personale di prenotare biglietti scontati sui voli della Royal Brunei per viaggi di piacere.

“Considerate le pene severe introdotte per attività che sono legali e accettabili in Australia, l’accordo tra Virgin Australia e Royal Brunei è stato immediatamente risolto”: questo il messaggio inviato tramite mail dal direttore della compagnia ai suoi dipendenti.

Una decisa presa di posizione che fa seguito ai messaggi di sdegno inviati anche da diversi esponenti del mondo dello spettacolo, primi tra tutti George Clooney.

L’attore aveva invitato tutti a boicottare gli hotel di lusso (anche negli Stati Uniti) che fanno capo al sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, una delle persone più ricche del mondo.

In Brunei, come detto, omosessuali e adulteri potranno essere condannati a morte per lapidazione se confessano i loro “reati” o se almeno 4 persone testimoniano contro di loro.

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