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Sbloccata la crisi internazionale del peschereccio spagnolo con a bordo 11 migranti: sbarca a Malta

La nave è rimasta ferma 10 giorni tra Libia, Italia e Malta in attesa di un porto sicuro in cui attraccare

Immagine di copertina
Credit: Mediterranea

Il peschereccio Nuestra Madre de Loreto con a bordo gli undici migranti salvati da un naufragio lo scorso novembre attraccherà a Malta nelle prossime ore dopo dieci giorni di odissea.

“Il Governo spagnolo comunica a Nuestra Madre de Loreto di dirigersi verso Malta. Dopo dieci giorni in mare, senza notizie, un’evacuazione medica effettuata in elicottero e un forte temporale, giocando senza scrupoli con la sicurezza delle persone a bordo”, è quanto ha comunicato su Twitter l’ong Open Arms.

Il 22 novembre 2018 il peschereccio spagnolo “Nuestra madre de Loreto” ha salvato 12 migranti a largo della Libia, in acque internazionali. L’imbarcazione è rimasta ferma tra la Libia, l’iItalia e Malta in attesa di un porto sicuro in cui attraccare.

Domenica 2 dicembre la situazione del peschereccio si è sbloccata e La Valletta è stato scelto come “porto sicuro” su cui attraccare.

I migranti erano partiti dalle coste di Khoms e sono stati raggiunti dalla marina libica che ha riportato in Libia 25 profughi lasciandone altri 12 in balia delle onde. La “Nuestra madre de Loreto”, che in quel momento si trovava in acque internazionali poco fuori dalla zona di competenza libica, è intervenuta per soccorrere i migranti.

La crisi internazionale del peschereccio – A causa del peggiorare delle condizioni climatiche, la situazione dell’equipaggio e dei migranti recuperati in mare è stata precaria fino a sabato primo dicembre 2018. In loro soccorso si sono mosse le navi della missione umanitaria United4Med, composta da Open Arms, Mediterranea e Sea Watch, che hanno fornito cibo e carburante al peschereccio.

Gli attivisti si erano messi in contatto con la Guardia costiera maltese, quella spagnola e, per conoscenza, con quella italiana: nessuno dei governi aveva però risposto alle richieste di aiuto, né aveva messo a disposizione un porto sicuro per il peschereccio.

Il maritime rescue coordination center (Mrcc) di Roma aveva risposto che la questione non è di sua competenza. “Il peschereccio spagnolo si è rifiutato di consegnare i migranti ai libici e adesso se ne assuma le responsabilità. Sul posto c’è anche una Ong spagnola, la cosa riguarda loro”.

Il governo di Madrid aveva avviato i negoziati con Roma e La Valletta per trovare una soluzione a questo stallo creatosi nel Mediterraneo, ma non aveva ottenuto risultati.

L’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati (Unhcr), in contatto con il governo spagnolo, aveva chiesto una soluzione urgente e aveva espresso la sua profonda preoccupazione per la possibilità del ritorno forzato in Libia dei migranti soccorsi.

La risposta di Madrid – Inizialmente il governo di Madrid aveva riferito all’equipaggio del peschereccio che una motovedetta libica avrebbe preso in carico i migranti salvati per riportarli in Libia: a quelle parole due migranti avevano minacciato di gettarsi in acqua pur di non finire nelle carceri africane.

Una simile operazione tra l’altro viola le leggi internazionali che Madrid è tenuta a rispettare: la Libia non è ritenuta un porto sicuro, pertanto l’equipaggio del peschereccio battente bandiera spagnola non potrebbe consegnare i migranti ai militari libici.

Intanto uno dei migranti è stato trasportato a Malta con un elicottero per ricevere le cure necessarie: l’uomo era molto debilitato e disidratato e aveva bisogno di aiuti urgenti per sopravvivere.

Sorprende la risposta del governo socialista di Pedro Sanchez, che appena insediatosi aveva annunciato il suo impegno in tema di immigrazione e accolto i migranti salvati dall’Aquarius e che Malta e Italia si erano rifiutarti di aiutare.

Sul comportamento dell’esecutivo pesano probabilmente le elezioni che si tengono domenica 2 dicembre in Andalucia.