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Caso Khashoggi, spunta un nuovo audio: “Operazione compiuta, riferisci al tuo capo”

La registrazione di una telefonata, in possesso dell'intelligence americana, getta nuove ombre sul principe Mohammed bin Salman

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Credit: Yasin AKGUL / AFP

Una telefonata, registrata dagli 007 turchi e in possesso dell’intelligence americana, getta nuove ombre sul principe ereditario Mohammed bin Salman e sull’inchiesta sulla morte del giornalista Jamal Khashoggi.

Un membro del commando saudita, che ha assassinato il reporter dissidente, poco dopo l’omicidio avrebbe chiamato un superiore per dire: “Riferisci al tuo capo”. A parlare sarebbe Maher Abdulaziz Mutreb, uno dei quindici componenti della squadra utilizzata per uccidere Khashoggi e che spesso viaggiava con Mbs, e si ritiene che all’altro capo ci fosse un consigliere del principe saudita.

A dare la notizia è il New York Times, secondo il quale il ‘missione compiuta’ aveva come destinatario finale proprio MbS e proverebbe il suo coinvolgimento nell’esecuzione del giornalista saudita, avvenuta all’interno del consolato a Istanbul il 2 ottobre 2018, come era stato affermato dal Washington Post.

Il quotidiano cita tre fonti diverse e sottolinea che l’audio della chiamata, condiviso il mese scorso con il direttore della Cia Gina Haspel, è considerato dall’intelligence come la prova più forte che il mandante era bin Salman.

L’ipotesi di un complotto – Secondo il New York Times, un anno prima dell’omicidio del giornalista, diversi importanti funzionari dei servizi segreti sauditi vicini al principe ereditiero Mohammed bin Salman avrebbero tenuto una serie di incontri con un gruppo di imprenditori per discutere l’uccisione di alcuni importanti esponenti del governo iraniano, compreso il generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds delle Guardie rivoluzionarie.

Secondo quanto riferito dal quotidiano statunitense, gli uomini d’affari, tra cui anche alcuni ex appartenenti a servizi segreti di diversi paesi, sarebbero stati intenzionati a donare due miliardi di dollari per sostenere queste operazioni.

Agli incontri era presente anche il maggior generale Ahmed al-Assiri, accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Khashoggi e licenziato nell’ambito delle indagini sull’assassinio del giornalista.