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Chi è Abu Bakr Al-Baghdadi, leader dell’Isis
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Abu Bakr Al-Baghdadi
Un'immagine di al-Baghdadi diffusa dal ministero dell'Interno iracheno nel 2014.

Chi è Abu Bakr Al-Baghdadi, leader dell’Isis

Secondo il ministero della Difesa russo il Califfo è stato ucciso in un raid a Raqqa, in Siria. Ma chi è davvero l'uomo che è arrivato ai vertici del sedicente Stato islamico?

24 Ago. 2018
Abu Bakr Al-Baghdadi
Un'immagine di al-Baghdadi diffusa dal ministero dell'Interno iracheno nel 2014.

Tra tutti i leader jihadisti, Abu Bakr al-Baghdadi, capo dell’Isis, è il più misterioso. Il 15 giugno 2017 il ministero della Difesa russo ha comunicato di averlo probabilmente ucciso in un raid aereo del 28 maggio in un quartiere a sud di Raqqa, in Siria, ma la notizia non è stata confermata in modo definitivo.

Non è la prima volta che circolano voci sulla presunta morte del “Califfo” leader dell’Isis, la cui ultima apparizione pubblica risale a un video del 2014. Il suo ultimo messaggio audio invece risale al 2 novembre 2016.

L’ultima presunta apparizione del 23 agosto 2018

L’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi, capo dell’Isis, sarebbe vivo e avrebbe lanciato una nuova chiamata alla “jihad” ai suoi seguaci attraverso un messaggio su Telegram. al-Baghdadi Isis

Non è ancora chiaro se la registrazione sia recente. Secondo il sito di analisi sul terrorismo Site, si tratta del primo audio di al-Baghdadi da settembre scorso.

Il messaggio, contenuto in una registrazione, smentirebbe così la morte del califfo che torna a far sentire la propria voce a quasi un anno di distanza.

 “Se i fedeli abbandonano la religione e la jihad contro il nemico, vanno colpiti”, avrebbe annunciato al-Baghdadi nel messaggio della durata di 54 minuti.

Qualche settimana fa i media iracheni lo davano per clinicamente morto e sostituito da un jihadista tunisino.

“Coloro che mantengono la fede trionferanno. L’unico modo di dar prova di questa fede è la lotta”. 

La registrazione è stata giudicata autentica da analisti occidentali, con riferimenti recenti, come la vicenda della detenzione del pastore americano Andrew Brunson in Turchia. 

Chi è davvero l’uomo alla guida dell’organizzazione terroristica che ha dichiarato guerra all’Occidente?

Nel 2015, quando ormai era da tempo alla guida dell’Isis, le Nazioni Unite lo hanno definito “nemico numero uno”. Solo una decina di anni prima, al-Baghdadi era prigioniero in un carcere statunitense in Iraq.

Abu Bakr al-Baghdadi è un nome da battaglia. Il suo vero nome è Ibrahim Awed Ibrahim Ali al-Badri al-Samarrai (o semplicemente Ibrahim al-Badri). Nato a Samarra, in Iraq, nel 1971, al-Baghdadi si trasferisce a Baghdad all’età di 18 anni.

Consegue un dottorato in studi islamici e frequenta la moschea di Tobchi, un quartiere povero della capitale irachena dove convivono sciiti e sunniti.

Tra il 1996 e il 2000 vive in Afghanistan. Alcuni credono che fosse già un jihadista militante durante il regime di Saddam Hussein. Altri suggeriscono che si sia radicalizzato durante i quattro anni in cui è stato rinchiuso a Camp Bucca, una struttura statunitense nel sud dell’Iraq dove sono stati detenuti molti comandanti di al-Qaeda. Nel 2009, quando la prigione di Camp Bucca chiude, al-Baghdadi viene rilasciato.

Quando il 18 aprile del 2010 l’allora capo dello Stato islamico dell’Iraq, Abu Omar al-Baghdadi, viene ucciso, i vertici dell’organizzazione lo nominano responsabile del gruppo.

Il 16 maggio 2010 Abu Bakr al-Baghdadi annuncia la sua alleanza con al Qaeda, guidata da Ayman al Zawahiri, medico egiziano subentrato alla morte di Osama bin Laden.

Non passa molto tuttavia prima che al-Baghdadi cominci a sfidare l’autorità del capo di al Qaeda. Con l’inasprirsi della guerra siriana e con il ritiro di gran parte delle truppe di Bashar al-Assad dal nord e dall’est della Siria, gli uomini di Baghdadi conquistano facilmente Raqqa e poi Mosul tra il 2013 e il 2014. Le milizie sotto la sua guida saccheggiano case, assaltano banche ed eseguono esecuzioni sommarie.

Ad aprile del 2013 intanto Baghdadi – su cui gli Usa hanno messo una taglia di 25 milioni di dollari – rompe definitivamente con al Qaida.

Nel 2016 una coalizione internazionale a guida statunitense lancia due distinte offensive per riprendere il controllo delle città di Mosul e Raqqa, rispettivamente le roccaforti dell’Isis in Iraq e in Siria. Di al-Baghdadi ancora nessuna traccia, anche se più volte sono state diffuse notizie non confermate sulla sua presunta uccisione o ferimento.

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