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Chi è Giampiero Massolo, il favorito per il ministero degli Esteri nel governo Conte

Diplomatico di lungo corso, Massolo è presidente di Fincantieri ed è stato direttore generale dei Servizi segreti, nominato da Monti

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Giampiero Massolo è considerato il favorito per la Farnesina nel governo Conte

Giampiero Massolo, diplomatico di lungo corso, è considerato il probabile ministro degli Esteri del governo Conte.

Il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, sta svolgendo le sue consultazioni con le varie forze politiche per formare la squadra di governo da proporre a Mattarella (qui il totoministri).

Mentre il premier incaricato sta svolgendo le sue consultazioni, dal Quirinale arriva “irritazione” da parte del presidente Mattarella sui diktat di Salvini e Di Maio sui nomi dei ministri della squadra di governo.

“Il tema all’ordine del giorno non è quello di presunti veti”, fanno sapere dal Colle, “ma, al contrario, quello dell’inammissibilità di diktat nei confronti del presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica nell’esercizio delle funzioni che la Costituzione attribuisce a tutti due”.

Sia Salvini sia Di Maio sono intervenuti nelle scorse ore per “blindare” il nome di Paolo Savona per il ministero dell’Economia. Un pressing che, appare evidente, non è stato gradito dal Colle.

Paolo Savona è un economista considerato molto critico nei confronti dell’euro e dell’Unione europea.

Il nome di Giampiero Massolo, invece, sembra ormai quasi certo. In precedenza, il suo nome era circolato anche come possibile premier.

Massolo, 64 anni, è presidente di Fincantieri e dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi).

Massolo è stato già vicino alla nomina a ministro degli Esteri nel 2011, quando è diventato presidente del Consiglio Mario Monti.

Successivamente è stato nominato dallo stesso Monti direttore generale dei Servizi segreti.

Chi è Giampiero Massolo

Giampiero Massolo, 64 anni, è presidente di Fincantieri e dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi).

È un diplomatico di lungo corso con un curriculum ricco di prestigiosi incarichi istituzionali.

Nato a Varsavia il 5 ottobre 1954, Massolo si è laureato in Scienze politiche all’Università Pro Deo di Roma (oggi Luiss).

Prima di iniziare la carriera diplomatica, tra il 1977 e il 1978 ha lavorato alla Fiat, a Torino, prima alla direzione per le Relazioni economiche e sociali e poi alla Direzione per le questioni comunitarie e gli affari internazionali.

Negli anni Ottanta ha prestato servizio all’ambasciata presso la Santa Sede, all’ambasciata a Mosca e alla Rappresentanza permanente presso l’Unione europea a Bruxelles.

Nel 1990 è tornato in Italia, all’ufficio diplomatico del presidente del Consiglio dei ministri, che all’epoca era Giulio Andreotti. Nel 1993 è diventato consigliere diplomatico aggiunto del governo guidato da Carlo Azeglio Ciampi.

L’anno successivo Giampiero Massolo è stato nominato capo della segreteria del presidente del Consiglio dei ministri nel primo governo Berlusconi e poi nel governo Dini.

Nel giugno 1996, quando a Palazzo Chigi è arrivato Romano Prodi, Massolo è rientrato al ministero degli Esteri come capo ufficio stampa.

Il 23 dicembre 1997 è stato nominato ministro plenipotenziario.

Dal 2000 al 2004 è stato vicesegretario generale della Farnesina, per poi diventare capo di gabinetto ai tempi in cui era ministro degli Esteri Gianfranco Fini.

Nel 2006 Giampiero Massolo è stato nominato ambasciatore di rango. L’anno successivo è diventato segretario generale della Farnesina, il più elevato incarico della carriera diplomatica italiana.

Dal 2008 al 2009 è stato rappresentante personale (sherpa) del presidente del Consiglio per il G8 e il G2o: in questa veste è stato responsabile dell’organizzazione del G8 svolto a L’Aquila nel 2009.

Nel 2011, quando è diventato presidente del Consiglio Mario Monti, Massolo è stato vicino alla nomina a ministro degli Esteri.

Successivamente è stato nominato dallo stesso Monti direttore generale dei Servizi segreti.

Dal 2015 Giampiero Massolo è presidente di Ficantieri, carica a cui nel 2017 si è aggiunta quella di presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi).

Gli altri ministri

Conte tornerà nei prossimi giorni al Quirinale con la lista dei ministri per sciogliere la riserva. In questo articolo abbiamo spiegato quali sono i prossimi passaggi per la formazione del governo.

Il Viminale potrebbe andare a Salvini. Il leader leghista ha già detto pubblicamente che vorrebbe “un ministro della Lega che si occupi di sicurezza e confini”, per bloccare gli sbarchi dei migranti sulle nostre coste.

Lo stop al business dei migranti è anche all’interno del programma di governo su cui le due forze politiche hanno trovato l’accordo.

Il leader M5s Luigi Di Maio ha detto che “al Movimento 5 Stelle andrà il Ministero per lo Sviluppo economico con dentro il ministero del Lavoro”.

Secondo le indiscrezioni di stampa potrebbe essere lo stesso Di Maio ad assumere la guida di questo “superministero”, che dovrebbe essere quello responsabile dell’introduzione del reddito di cittadinanza, punto chiave del programma M5s e inserito nell’accordo di governo.

Dovrebbe andare al leghista Giancarlo Giorgetti l’incarico di Sottosegretario a Palazzo Chigi, che fu di Gianni Letta, di Luca Lotti e di Maria Elena Boschi.

Giorgetti era stato considerato come possibile premier del governo M5S-Lega nel caso in cui fosse stato il Carroccio a dover esprimere il nome, ma questa ipotesi ormai tramontata.

Alla Giustizia la strada sembra spianata per Alfonso Bonafede, avvocato del Movimento Cinque Stelle.

Bonafede è siciliano ma è stato eletto a Firenze. Ha svolto il ruolo di “commissario” per conto di Di Maio nei comuni M5S del centroitalia e a Roma con Virginia Raggi.

Matteo Salvini ha già detto pubblicamente che quello all’Agricoltura è uno dei ministeri cruciali per la Lega.

Il prossimo ministro all’Agricoltura potrebbe essere Nicola Molteni, leghista lombardo considerato un possibile successore di Luca Zaia.

Molteni, classe 1976, è avvocato ed è stato eletto alla Camera nella scorsa legislatura, durante la quale ha fatto parte della commissione Giustizia.

Ai rapporti con il parlamento potrebbe andare l’avvocato Giulia Bongiorno, eletta con la Lega e considerata fino a qualche tempo fa candidata ideale per il ministero della Giustizia.

Bongiorno ha difeso Giulio Andreotti e Raffaele Sollecito. Non è gradita all’alleato di Salvini, Silvio Berlusconi, contro il quale ha lottato da presidente della commissione Giustizia sulle intercettazioni.

L’attuale capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle Giulia Grillo potrebbe diventare il prossimo ministro della Sanità.

Ecco gli altri nomi in lizza per i ministeri del governo Conte.