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Quando Stephen Hawking rispondeva alle grandi domande sulla vita

In una Ted Talk del 2008, l'astrofisico, morto il 14 marzo 2018 all'età di 76 anni, rifletteva sulle grandi domande dell'universo

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“Nulla è più vasto e antico dell’Universo. Le domande che vorrei affrontare sono: da dove veniamo? Come ha avuto origine l’Universo? Siamo soli nell’Universo? Esiste vita aliena, là fuori? Qual è il futuro della razza umana?”.

L’astrofisico Stephen Hawking, morto il 14 marzo 2018 all’età di 76 anni, rifletteva sulle grandi domande dell’universo.

“Per tutta la vita ho cercato di conoscere l’universo e di trovare risposte a queste domande. Sono stato fortunato, la mia disabilità non è stata un grosso handicap. Anzi, probabilmente mi ha dato più tempo per intraprendere il cammino della conoscenza”, spiegava lo scienziato durante una Ted Talk del 2008. 

“Siamo soli o c’è altra vita nell’Universo? Crediamo che la vita sia sorta spontaneamente sulla Terra, quindi potrebbe essere possibile che appaia anche su altri pianeti”.

“La vita apparve sulla Terra mezzo miliardo di anni da quando cominciò ad essere possibile. Non sono tanti, se si pensa ai dieci miliardi di anni di vita di un pianeta come la Terra”. 

“Ciò suggerisce che la speranza che la vita appaia sia ragionevolmente alta”.

E infine lo scienziato cercava di fornire una possibile “ricetta” per la prosecuzione della specie umana nell’universo:

“La nostra sola possibilità di sopravvivenza nel lungo periodo è di non stare sul pianeta Terra, ma di diffonderci nello spazio. Per andare oltre i prossimi 100 anni, il futuro è nello spazio. Ecco perché sono favorevole ai voli spaziali umani”.

Di seguito il discorso completo: