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Perché tutti parlano della candidatura di Oprah Winfrey alle presidenziali Usa

Cosa rivela sulla salute della politica statunitense la discussione sulla possibile candidatura di Oprah Winfrey, in seguito all'emozionante discorso alla cerimonia dei Golden Globe

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Dopo la celebrazione dei Golden Globes del 7 gennaio 2018, e dopo il commovente discorso di Oprah Winfrey, che si è rivolta con fervore a tutte le donne proclamando l’avvento di una nuova era, non si fa altro che parlare della possibilità che la regina del mondo dello spettacolo statunitense si candidi per le elezioni presidenziali del 2020.

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Infatti, non appena la star ha terminato di pronunciare il suo discorso di ringraziamento per aver ottenuto il premio alla carriera, il web si è scatenato lanciando hashtag come #Oprahforpresident o #Oprah2020.

Questa, probabilmente, è stata l’istintiva reazione degli spettatori nei confronti del sentito discorso di una donna afro-americana liberale, cresciuta in povertà con una madre single: il suo status è in netta contrapposizione con quello dell’attuale presidente Donald Trump, uomo bianco privilegiato, che ultimamente non sta ricevendo molti consensi.

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“In un discorso di nove minuti, Oprah è stata più presidenziale di colui che attualmente occupa la Casa Bianca”, ha tweettato Khary Penebaker, membro del DNC (Democratic National Committee).

E anche se non è una novità il fatto che le persone le intimino di correre per la presidenza, Oprah ha sempre rifiutato la responsabilità politica, definendosi inesperta e inappropriata.

Così, anche a ridosso dei Golden Globes e della standing ovation che il pubblico le ha dedicato, Oprah Winfrey ha annunciato all’agenzia di stampa Bloomberg di non avere in programma la candidatura.

Eppure il giorno seguente, lunedì 8 gennaio, CNN ha annunciato, sulla base delle dichiarazioni di due amici molto vicini a lei, che la Winfrey ci stia “seriamente pensando”.

Gli analisti politici affermano che, ad oggi, c’è la concreta possibilità che la candidatura di Oprah Winfrey, a favore dei democratici, non sia soltanto frutto del clamore popolare.

A questo proposito, il consulente democratico Robert Shrum ha detto: “Sono sempre stato scettico nei confronti delle persone che non hanno esperienza politica, perché le nostre recenti esperienze mostrano che abbiamo bisogno di qualcuno con esperienza. Ma penso che lei possa scamparla. Alla gente piace, le persone si fidano di lei e non è una finta donna d’affari”.

Questi saranno i suoi punti di forza qualora l’ipotesi si riveli reale, oltre ovviamente ai venticinque anni in cui la Winfrey è entrata nei salotti di tutti gli americani dimostrando di essere una buona ascoltatrice, in contatto con il cittadino media, che ha a cuore i problemi di classe, genere e razza.

Secondo alcuni cronisti, i quali allertano del pericolo di sostituire l’esperienza politica con la fama, la raffica di speculazioni a proposito di Oprah sono arrivate proprio dopo che l’attuale presidente degli Stati Uniti ha ottenuto l’incarico nel 2016 grazie alla sua popolarità nel mondo dello spettacolo.

“Se l’idea che chiunque abbia celebrità e un nome riconoscibile al 100 per cento possa essere presidente è l’eredità di questi anni malsani, questa sarebbe l’idea più dannosa. Il disprezzo per l’arte della politica ha dominato un lato della corsia politica; se prende anche l’altra, Dio ci salvi”, ha detto Bill Galston, ricercatore al Brookings Institution.

E secondo la giornalista del Guardian Briahna Joy Gray “l’entusiasmo attorno al mero spettro della presidenza di Oprah rivela una scomoda verità sull’ipocrisia dei democratici”.

La sua affermazione fa riferimento alle proteste che i sostenitori del partito democratico, e nello specifico di Hillary Clinton, alzarono durante le elezioni del 2016 contro il senatore Bernie Sanders, accusandolo di essere insufficientemente qualificato per fare il presidente, nonostante avesse l’esperienza più lunga nel servizio pubblico.

Dunque, sembra che a un anno di distanza, una parte dei democratici siano passati “dalla feticizzazione delle ‘qualifiche’, all’adozione della linea repubblicana a proposito dei candidati celebri”.

“Laddove le proposte politiche di Bernie venivano diffamate come fantasie inadeguate, simili al promettere a tutti un ‘pony’, Oprah ispira solo sulla base della sua personalità”.

Di tutto ciò Oprah Winfrey è assolutamente consapevole e per questo ha sempre respinto l’idea di correre per la presidenza.

Eppure, mentre rispondeva alle domande di David Rubenstein, che nel riferirsi implicitamente a Donald Trump ha affermato che non serve esperienza governativa per diventare presidente degli Stati Uniti, Oprah ha affermato: “Ho pensato: ‘Oh, non ho l’esperienza, non ne so abbastanza’. E ora sto pensando solo ‘Oh'”.