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Tutti gli aggiornamenti sugli attentati in Catalogna

Due attacchi terroristici hanno colpito Barcellona e la cittadina di Cambrils, causando almeno 14 morti, di cui tre italiani, e 130 feriti

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Credit: Reuters

Tra il pomeriggio del 17 agosto e le prime ore del giorno seguente la Spagna è stata colpita da due attacchi terroristici. Ecco cosa è successo e cosa sappiamo finora sulle dinamiche degli attentati e tutti gli aggiornamenti sui feriti e sugli arresti.

L’attentato a Barcellona

Intorno alle ore 17 di giovedì 17 agosto, un furgone bianco di marca Fiat ha travolto la folla sulla Rambla di Barcellona dopo aver percorso almeno 530 metri a una velocità media di 80 chilometri orari.

Il mezzo, guidato da un attentatore sconosciuto, ha proceduto a zig zag nell’area pedonale della popolare località turistica, entrando all’altezza di Plaça Catalunya e andandosi a schiantare contro un’edicola, più o meno all’altezza del mercato de La Boquerìa.

La polizia catalana ha confermato che si è trattato di un attentato terroristico e che il gruppo responsabile aveva preparato l’attacco già da tempo. Attraverso la sua agenzia Amaq, il sedicente Stato Islamico ha rivendicato l’attacco.

Il guidatore, attualmente ancora ricercato, è stato descritto come un uomo armato, di almeno un metro e settanta, con una maglietta a strisce blu. Secondo alcuni testimoni è sceso dal mezzo sorridendo ed è fuggito dal luogo dell’attentato.

Il governo catalano ha confermato che il bilancio delle vittime dell’attentato di Barcellona è di 13 morti, tra cui tre italiani, e di almeno 130 feriti.

Il secondo furgone

Intorno alle 18:30 del 17 agosto, la polizia ha poi ritrovato un secondo furgone, noleggiato insieme al camioncino Fiat utilizzato per l’attentato sulle Ramblas. Il ritrovamento è avvenuto nella città di Vic, a 80 chilometri a nord di Barcellona.

L’esplosione di Montecarlo de Alcanar Platja

La polizia ha poi confermato che esiste un collegamento con un’esplosione avvenuta alle 23:37 di mercoledì 16 agosto in una palazzina di Montecarlo de Alcanar Platja, nel comune di Montsià, a 110 chilometri a sud di Tarragona e 90 a sud di Cambrils e a 200 chilometri da Barcellona.

Nell’esplosione sono morti due uomini e altre sette persone sono rimaste ferite. Uno dei feriti è stato in seguito arrestato, a confermarlo è stato il capo dei Mossos d’Esquadra, Josep Llluis Trapero al quotidiano spagnolo El Periodico.

Nella palazzina sono state ritrovate alcune decine di bombole di gas. Inoltre, nella cantina del covo di Alcanar, sono state rintracciate anche prove della presenza di un elemento chimico esplosivo, il TTAP, la cosiddetta “madre di Satana”, già utilizzato in altri attentati come quelli di Parigi, Manchester e Bruxelles.

Il secondo cadavere presente nella palazzina è stato ritrovato soltanto nella tarda serata di venerdì 18 agosto e potrebbe appartenere all’imam della città di Ripoll, Abdel Baki Essati, la cui abitazione è stata perquisita alla prime ore del mattino di sabato 19 agosto per raccogliere tracce di DNA proprio per confermare l’identità del corpo ritrovato.

L’attentato sventato a Cambrils

Verso l’una di notte del 18 agosto poi, la polizia catalana ha fermato un secondo attacco a Cambrils, città catalana che si trova a 120 chilometri a sud di Barcelona. Cinque persone e un agente sono rimasti feriti, una donna è morta e cinque attentatori sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco con la polizia che ha sventato il secondo attentato.

Gli attentatori indossavano delle finte cinture esplosive e hanno provato a lanciarsi con un’auto contro la folla nell’area pedonale del lungomare, ma sono stati bloccati dalla polizia che ha fermato la vettura, facendola ribaltare.

Su Twitter è stato pubblicato da un testimone un video in cui si sentono gli spari tra la polizia spagnola e gli attentatori:

I terroristi hanno cercato di fuggire a piedi dopo essere usciti dal veicolo. Ne è seguito un confitto a fuoco durante il quale gli agenti hanno sparato uccidendo i quattro attentatori e ferendone un quinto, morto successivamente in ospedale.

Tra i terroristi uccisi c’è anche Moussa Oukabir, fratello di Driss Oukabir, l’uomo arrestato mentre si recava in commissariato a denunciare il furto dei propri documenti, utilizzati per noleggiare il furgone bianco di marca Fiat che ha travolto la folla sulla Rambla di Barcellona.

Oukabir, 17 anni, risiede nella cittadina di Ripoll, a un centinaio di chilometri a nord di Barcellona, dove sono state arrestate altre due persone dalla polizia catalana.

Quattro su cinque terroristi sono stati abbattuti da un solo agente. Nell’auto dove sono stati uccisi i terroristi, oltre alle finte cinture esplosvie, sono state ritrovate un’ascia e diversi coltelli.

Le vittime

Il governo catalano ha confermato che il bilancio delle vittime dell’attentato di Barcellona è di 13 morti e di almeno 130 feriti, di cui 15 in gravi condizioni. Tra i coinvolti ci sarebbero 26 francesi, quattro australiani, tre olandesi, tre greci e un cinese.

Cittadini di ogni parte del mondo sono stati coinvolti nell’attentato, alcuni provenienti dal Venezuela, dalla Germania, dal Belgio, dall’Italia, dall’Irlanda, dal Perù e dall’Algeria. Secondo le autorità catalane sono ben 34 le nazionalità coinvolte.

Tra le vittime ci sono almeno tre tedeschi, un belga e un cittadino statunitense. Il ministero degli Esteri ha confermato poi che ci sono anche tre vittime italiane.

La prima vittima si chiama Bruno Gulotta, un uomo di 35 anni, di Legnano, rimasto ucciso sulle Ramblas. A confermarlo è stata la famiglia stessa di Gulotta. L’uomo era responsabile marketing e vendite di Tom’s Hardware, un sito-web di tecnologia. La notizia è stata data anche dalla stessa azienda per cui lavorava. 

Gulotta era in vacanza in Spagna con la compagna Martina e i due figli. La famiglia stava passeggiando per le Ramblas, Martina Gulotta aveva in braccio il figlio di soli 7 mesi, mentre Bruno Gulotta teneva per mano il fratello maggiore, di 6 anni.

La seconda vittima italiana è invece Luca Russo, 25enne di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Russo si trovava a Barcellona insieme alla fidanzata, Marta Scomazzon, anche lei di Bassano. Il giovane laureato in ingegneria energetica era originario di Marostica.

Una terza vittima italiana, Carmen Lopardo, di 80 anni, è rimasta uccisa nell’attacco alle Ramblas. La donna viveva in Argentina da oltre 60 anni, il ministero degli Esteri del paese latino americano ha riferito che Lopardo si trovava in Spagna “da turista”.

Secondo le autorità della protezione civile catalana, i sopravvissuti sono stati trasferiti in quindici diversi ospedali della città. L’ambasciatore italiano in Spagna, Stefano Sannino, ha confermato che tre italiani sono rimasti feriti durante l’attentato avvenuto nel cuore di Barcellona.

“I tre feriti italiani sono stati ricoverati in ospedali di Barcellona, due sono già stati dimessi e l’altro ha riportato fratture ma la sua condizione di salute non è grave né complessa”, ha detto Sannino alla trasmissione Voci del Mattino di Rai Radio 1.

Nell’esplosione di Montecarlo de Alcanar Platja due uomini sono morti e altre sette persone sono rimaste ferite, tra queste quattro francesi, un italiano, un marocchino e uno spagnolo.

A Cambrils invece, oltre ai cinque terroristi, è morta anche una donna. In più sono rimaste ferite 6 persone, tra cui un agente di polizia. In totale quindi, tra mercoledì e giovedì, in Catalogna sono morte almeno 20 persone tra vittime e carnefici e oltre 130 sono rimaste ferite.

La protezione civile catalana ha riferito che 24 medici anatomopatologi hanno lavorato tutta la notte per portare a termine le autopsie delle vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils. La stessa agenzia ha riferito che 50 persone rimaste ferite negli attacchi di Barcellona restano ricoverate negli ospedali della città, di cui 12 versano in condizioni critiche.

Gli arresti

Sempre la polizia catalana ha confermato di aver arrestato quattro persone legate agli attentati, di queste tre sono originarie del Marocco e un’altra possiede la cittadinanza spagnola e proviene dall’exclave spagnola di Melilla. Nessuno dei quattro detenuti aveva precedenti legati al terrorismo.

Le autorità spagnole hanno poi smentito che l’uomo fermato al posto di blocco sulla Diagonal, una delle maggiori arterie di Barcellona, a bordo di un’auto Ford Focus di colore bianco sia legato agli attentati.

Le Ramblas sono state chiuse al traffico dei veicoli, ma riaperte al passaggio dei pedoni.

I ricercati

La polizia catalana ha detto che l’attentatore è stato identificato come Younes Abauaaqoub, cittadino marocchino di 22 anni, residente a Ripoll, a nord di Barcellona. L’uomo è al momento ricercato. Da alcuni testimoni è stato descritto come un uomo armato, di almeno un metro e settanta e che al momento dell’attacco indossava una maglietta a strisce blu.

Secondo quanto riferiscono i media spagnoli, Abauaaqoub potrebbe aver già oltrepassato il confine francese.

Credit: Mossos d’Esquadra

Inizialmente si era fatto il nome del 17enne Moussa Oukabir come possibile guidatore del furgone che ha travolto decine di persone sulle Ramblas di Barcellona, ma la polizia ha poi riferito che il ragazzo era morto nello scontro a fuoco avvenuto a Cambrils dove cinque terroristi sono stati uccisi mentre cercavano di portare a termine un altro attentato terroristico.

Altri due terroristi sono in fuga e risultano ricercati dalle autorità spagnole. Si tratta di Mohamed Hychami, di 24 anni, residente a Ripoll e Said Aallaa, di 18 anni, proveniente da Ribes de Freser. Tutti e tre i ricercati hanno origini marocchine.

La cellula terroristica

Dei dodici accusati di far parte della cellula che ha operato in Spagna, cinque sono stati uccisi dalla polizia nella sparatoria di Cambrils e due sono morti nell’esplosione avvenuta nel covo di Montecarlo de Alcanar Platja, durante la preparazione degli ordigni. Quattro persone sono invece già state arrestate.

Secondo il ministro dell’Interno spagnolo, Juan Ignacio Zoido, la cellula è stata completamente smantellata.

Le reazioni

Le autorità spagnole hanno deciso tre giorni di lutto in ricordo delle vittime, mentre alle 12:00 si è tenuto un minuto di silenzio in segno di cordoglio per quanto accaduto, alla presenza delle massime autorità del paese.

Migliaia di persone si sono raccote sul luogo dell’attentato per portare fiori e commemorare le vittime. L’area è stata aperta alle ore 10, secondo quanto riportato dalla polizia catalana.

Sono giunti sul posto sia il re Felipe VI, sia il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, il presidente del governo regionale catalano Carles Puidgemont, che la sindaca di Barcellona, Ada Colau. Le autorità si sono date appuntamento sul luogo dell’attacco per osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime.

La folla ha applaudito per diversi minuti in seguito alla commemorazione e ha urlato: “No tenim por!”, letteralmente “non abbiamo paura” in catalano.

A seguito degli attacchi, tutto il mondo ha reagito alla violenza del terrorismo. Già nelle prime ore dell’accaduto, Papa Francesco ha fatto sapere di essere accanto alle vittime. “Il Papa prega per le vittime di questo attentato e desidera esprimere la sua vicinanza a tutto il popolo spagnolo, in particolare ai feriti ed alle famiglie delle vittime”, ha detto Greg Burke, direttore della sala stampa della Santa Sede.

In seguito il pontefice ha affidato a Twitter la propria preghiera personale per tutte le vittime.

Anche Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha affidato a Twitter le proprie condoglianze alle vittime degli attacchi.

Anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al momento in vacanza nella propria residenza estiva di Bedminster, in New Jersey, ha condannato l’attacco su Twitter. “Gli Stati Uniti condannano gli attacchi terroristici di Barcellona e faranno tutto ciò che è necessario per fornire aiuto. Siate tenaci e forti, vi vogliamo bene!”, ha scritto Trump.

Anche l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha deciso di affidare ai social network il proprio cordoglio per quanto avvenuto. “Michelle e io pensiamo alle vittime di Barcellona e alle loro famiglie. Gli americani resteranno sempre al fianco dei nostri amici spagnoli. Un abbraccio”, ha fatto sapere Obama sul suo profilo Twitter.

Sono arrivate anche le condoglianze del primo ministro canadese, Justin Trudeau. “Il Canada condanna gli attentati di Barcellona – i nostri cuori, il nostro affetto e supporto vanno alle vittime e alle loro famiglie”, ha detto Trudeau.

Anche il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha voluto offrire il proprio ricordo alle vittime dell’attentato avvenuto in Spagna. “Non ci faremo mai intimidire da una tale barbarie”, ha scritto, Juncker su Twitter.

Tutte le istituzioni europee hanno poi condannato l’attacco e ricordato le vittime di Barcellona. “Tutta l’Europa sta con Barcellona. I nostri pensieri sono con le vittime e tutti coloro che sono stati toccati da questo attacco vigliacco contro innocenti”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha voluto affidare a Twitter le proprie condoglianze. “Il mio cuore è con le vittime dell’attacco di Barcellona e con le loro famiglie. Offro il pieno supporto alle autorità spagnole. L’Unione europea è unita in difesa della pace”, ha scritto Tajani.

Anche il mondo dello sport però ha reagito all’attentato, diverse società e sportivi di tutto il mondo hanno voluto commemorare le vittime e condannare gli attacchi. “Abbiamo il cuore rattristato per questo attacco alla nostra città, tutta la forza e la considerazione per le vittime, i loro familiari e i cittadini di Barcellona”, ha scritto sul suo profilo Twitter ufficiale la società calcistica FC Barcellona.

Anche il campione brasiliano Neymar, recentemente trasferitosi proprio dal Barcellona al Paris Saint-Germain, in Francia ha voluto commemorare le vittime. “Possa Dio consolare tutte le famiglie dell’attentato. Ti amo Barcellona”, ha scritto Neymar su Twitter.

Cristiano Ronaldo, campione del Real Madrid, ha offerto le proprie condoglianze per gli attentati di Barcellona. “Costernato per le notizie che arrivano da Barcellona. Pieno sostegno e solidarietà alla famiglia e agli amici delle vittime.”, ha scritto il calciatore portoghese su Twitter.

(Articolo in aggiornamento, ricaricare la pagina per le ultime notizie)

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