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La mamma che ha riscritto il compito sessista della figlia di sei anni

Lynne Polvino ha creato una nuova versione di un'esercizio assegnato a sua figlia Hazel perché era pieno di stereotipi sul ruolo della donna nella famiglia

Immagine di copertina

Lynne Polvino, una donna di New York, stava aiutando sua figlia Hazel di 6 anni con i compiti a casa quando qualcosa nel testo che la bambina doveva compilare ha attirato la sua attenzione.

Hazel doveva inserire i verbi mancanti negli spazi bianchi di un testo precompilato che raccontava la storia di una bambina di nome Lisa.

Proseguendo nella lettura del compito, Lynne si è accorta che la storia narrata era piena di stereotipi sessisti sul ruolo della donna e dell’uomo all’interno della famiglia: la mamma rendeva triste sua figlia lasciandola sola per tornare a lavoro dopo che aveva trascorso molto tempo con lei nei primi anni di vita, e il papà non riusciva a mandare avanti l’organizzazione familiare ed era incapace in cucina.

Più andava avanti con il testo, e più Lynne si rendeva conto che quel compito stava insegnando a sua figlia un modo scorretto di vedere i ruoli familiari.

“Lisa non era felice, sua madre era tornata al lavoro”, si legge nel compito.

Così Lynne ha riscritto il compito per creare una storia felice, in cui la mamma è a lavoro, come normalmente dovrebbe essere, e la bambina non è triste, non si sente sola perché è con il padre, che nel frattempo è riuscito a tenere in ordine la casa e a preparare una buona colazione. La bambina sogna il suo futuro e la sua carriera.

La storia finisce con un’espressione di Lisa che si augura di diventare un’ingegnere come sua madre, o un’insegnante, o qualunque cosa lei vorrà fare.

Il testo rivisto è stato inviato all’insegnante di Hazel che ha ammesso che la storia utilizzata era obsoleta e che in futuro avrebbe cambiato testi.

Lynne ha pubblicato su Facebook i due compiti, quello originale e quello riscritto, ottenendo moltissime visualizzazione e condivisioni. E ha spiegato di aver voluto rielaborare la storia per “riflettere sul tipo di mondo nel quale avrebbe voluto far crescere i propri figli”.