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Almeno 44 persone sono morte negli scontri tra l’esercito e i militanti islamici nelle Filippine
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Almeno 44 persone sono morte negli scontri tra l’esercito e i militanti islamici nelle Filippine

I combattimenti tra le forze di sicurezza filippine e i miliziani del Maute nella città di Marawi hanno portato il presidente Duterte a proclamare la legge marziale

26 Mag. 2017

Gli scontri in corso nella città meridionale di Marawi, nelle Filippine, hanno causato la morte di almeno 44 persone. I combattimenti tra le forze di sicurezza filippine e il gruppo di militanti islamici (della cellula chiamata Maute) hanno portato il presidente Rodrigo Duterte a proclamare la legge marziale per l’intera isola di Mindanao.

Dopo l’inizio degli scontri gran parte degli abitanti ha lasciato la città, ormai evacuata per metà. I militanti affiliati al sedicente Stato Islamico hanno occupato alcuni edifici e controllano ancora alcune aree e alcune strutture, pur avendo perso almeno 31 uomini. Tra questi, anche sei foreign fighters provenienti da Malesia e Indonesia.

I miliziani hanno però preso in ostaggio una decina di cattolici di cui non si hanno ancora notizie.

Secondo quanto riferito dai militari filippini, il comandante del gruppo Abu Sayyaf Isnilon Hapilon, sarebbe ancora vivo e in città. Gli scontri sono iniziati martedì 23 maggio proprio nel tentativo di catturare Hapilon. 

— LEGGI ANCHE: Cosa è Abu Sayyaf, il gruppo terroristico affiliato all’Isis nelle Filippine

Il presidente Duterte aveva annunciato il 24 maggio che il capo della polizia locale era stato decapitato dai miliziani. In realtà, l’esercito ha fatto sapere che il capo della polizia è ancora vivo e che la vittima è un omonimo capo di polizia di una città vicina che non è stato comunque decapitato.

Duterte venerdì 26 maggio ha affermato che l’assedio in corso da parte degli estremisti musulmani dimostra che lo Stato Islamico è presente nelle Filippine. Il presidente ha inoltre aperto alla possibilità di un dialogo con il gruppo Maute, cellula terroristica che ha attaccato la città di Marawi.

“Il mio messaggio è rivolto principalmente ai terroristi, possiamo ancora risolvere la questione attraverso il dialogo”, ha detto in un discorso ai soldati a Iligan City, vicino a Marawi.

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