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I bambini migranti in Grecia sono vittime di sfruttamento sessuale

Un rapporto dell'Università di Harvard evidenzia che i minori sono disposti a vendere il loro corpo per pagarsi il viaggio verso l'Europa

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“L’emergenza nell’emergenza”. È il titolo di un rapporto dell’università di Harvard sulla crisi dei migranti in Europa, ma è soprattutto il resoconto di una realtà drammatica: lo sfruttamento sessuale dei bambini rifugiati in Europa, in particolare in Grecia, durante il loro viaggio per raggiungere il Regno Unito o altri paesi dell’Europa settentrionale.

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I minori non accompagnati, provenienti soprattutto da Pakistan, Afghanistan e Siria, sono spesso costretti a vendere il loro corpo per potersi pagare il viaggio che li porterà alla meta. TPI ha raccontato le storie dei minori afghani costretti a prostituirsi in un reportage pubblicato a gennaio 2017. 

I dati che hanno permesso a Vasileia Digidiki e Jacqueline Bhabha del centro per la salute e i diritti umani dell’università statunitense di realizzare il rapporto si basano sull’osservazione di quattro siti in Grecia, nelle isole di Lesbo e Chios e nelle città di Atene e Tessalonica, fino al mese di novembre 2016.

Le fonti interpellate – funzionari governativi, volontari, psicologi, dottori e avvocati – hanno descritto i numerosi fattori di rischio della vita nei campi per i bambini, che sono quindi esposti alla possibilità di diventare vittime di tratte e di violenze fisiche e psicologiche. I ricercatori hanno evidenziato l’assenza di strutture specializzate per l’accoglienza dei bambini e una pericolosa convivenza tra adulti e minori. Inadeguato anche il coordinamento tra i responsabili soprattutto per quanto riguarda il programma di ricollocamento.

Dall’inizio della crisi i bambini migranti transitati in la Grecia sono quasi 480mila. Il numero si è ridotto in seguito all’accordo firmato nel 2016 tra Unione europea e Turchia. Tuttavia, la quota di bambini sui 173mila migranti che hanno attraversato il paese nel 2016 raggiunge il 37 per cento. Si tratta soprattutto di ragazzi sopra i 14 anni di età. Le ragazze hanno in media un’età inferiore.

L’adescamento dei minori avviene in genere a opera di uomini di circa 35 anni e oltre: “Uomini anziani offrono cibo e rifugio ai bambini. Vogliono soddisfare i bisogni basilari dei minori per avere in cambio servizi sessuali, anche se i bambini chiedono denaro”, racconta uno degli informatori. La somma di solito pattuita non supera i 15 euro per ogni prestazione sessuale. Gli incontri avvengono nelle case, in hotel oppure in parchi pubblici, spesso nell’indifferenza delle comunità locali.

I predatori sessuali hanno libertà di azione nella maggioranza dei campi greci data l’assenza di strutture dedicate ai minori, l’inadeguatezza dell’illuminazione notturna e la scarsità di personale di sicurezza. Lo sfruttamento sessuale ha gravi conseguenze sull’equilibrio psicologico dei bambini anche perché non viene offerto nessun sistema di supporto a chi finisce per esserne vittima.

I lunghi tempi di attesa per il riconoscimento dello status di rifugiato non aiuta nella battaglia contro il fenomeno. “È necessario che le autorità nazionali, regionali e internazionali affrontino l’emergenza della protezione dei bambini ripensando l’approccio nei confronti di una delle popolazioni migranti più vulnerabili, prevedendo l’impiego dii risorse umane e finanziarie per invertire la situazione attuale”, ha detto al quotidiano britannico The Guardian uno degli autori dello studio, Jacqueline Bhabha.

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