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Cosa sappiamo finora sull’attacco missilistico Usa in Siria

Si tratta del primo attacco ordinato da Washington contro le forze lealiste siriane e ha provocato critiche dalla Russia, che sostiene Assad nella guerra civile

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Il 6 aprile 2017 intorno alle 20.45 ora di Washington (le 2.45 in Italia) gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico su una base aerea in Siria come risposta all’uso di armi chimiche contro i civili nella provincia di Idlib, in cui sono morte più di 80 persone, di cui l’amministrazione Trump accusa il regime di Assad. Sono stati lanciati 59 missili Tomahawk da due navi americane di stanza nel Mediterraneo.

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L’attacco rappresenta un’escalation del ruolo militare degli Stati Uniti in Siria e ha rapidamente provocato critiche da parte della Russia, che sostiene le forze governative di Assad nella guerra civile in corso da sei anni nel paese. Si tratta inoltre della prima azione di guerra promossa dal presidente statunitense Donald Trump.

L’obiettivo dell’attacco statunitense è la base aerea di Shayrat, nella parte centrale della Siria, che viene considerato il luogo da cui è partito l’attacco chimico del 4 aprile 2017 contro la città siriana di Khan Sheikhoun, nella provincia di Idlib. Il regime siriano ha negato una sua responsabilità nell’attacco con armi chimiche.

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Si tratta del primo attacco ordinato da Washington nei confronti delle forze lealiste al presidente siriano Assad. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha comunicato in un discorso che il bombardamento americano è stato ordinato “nel vitale interesse della sicurezza del paese”. 

“Anni di tentativi precedenti di cambiare il comportamento di Assad hanno tutti fallito e fallito in maniera molto drammatica”, ha detto Trump mentre si trovava in Florida, dove è in programma l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping.

I missili statunitensi hanno puntato e colpito piste, apparecchi e zone di rifornimento. L’esercito siriano ha detto che ci sono state sei vittime. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani sono morti almeno quattro soldati nella base aerea, che sarebbe stata quasi completamente distrutta.

Il governatore di Homs ha comunicato che ci sarebbero anche alcune vittime civili in un villaggio vicino alla base militare di Shayrat, obiettivo dell’attacco missilistico statunitense. Secondo l’agenzia di stampa nazionale siriana l’attacco contro la base militare di Shayrat ha causato la morte di nove civili tra i quali quattro bambini nei pressi della città di Homs. L’agenzia Sana ha riferito anche di sette persone ferite. 

Le autorità statunitensi hanno comunicato che nella base militare di Shayrat erano presenti militari russi. Secondo l’agenzia Reuters le forze russe sarebbero state preventivamente informate dell’attacco che comunque non ha colpito l’area della base in cui si trovavano i militari di Mosca. L’agenzia di stampa Interfax ha riferito che non ci sono vittime russe a seguito dei bombardamenti contro la base militare di Shayrat.

L’attacco è stato disposto con un ordine esecutivo di Donald Trump e non è quindi stato votato dal Congresso statunitense. Il raid inasprisce i rapporti con Russia e Iran, due principali sostenitori militari di Assad. Per Trump si tratta di un cambio di rotta rispetto alla linea politica di massima apertura sostenuta finora verso Mosca.

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto di ritenere che l’attacco missilistico degli Stati Uniti sia una violazione della legge internazionale e un’aggressione contro uno stato sovrano. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che l’azione militare ha gravemente danneggiato le relazioni tra Stati Uniti e Russia.

L’Iran ha condannato l’attacco americano sulla Siria: “Un’azione unilaterale è pericolosa, distruttiva e viola i principi del diritto internazionale”. A riferirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Bahram Ghasemi.

Il ministro siriano Ramez Turjman ha detto che l’attacco statunitense è limitato nel tempo e nello spazio e che non prevede un’escalation militare a seguito dell’azione.

Il governo del Regno Unito ha comunicato di supportare pienamente il bombardamento degli Stati Uniti. Anche il vice primo ministro turco Numan Kurtulmus ha espresso parere positivo nei confronti dell’azione militare statunitense contro la base siriana di Shayrat ritenendo necessaria una forma di punizione internazionale nei confronti di Bashar al-Assad.

Il ministro della giustizia turco Bekir Bozdag ha riferito il 6 aprile che i risultati dell’autopsia su alcune delle vittime dell’attacco nella provincia di Idlib, hanno dimostrato l’uso di armi chimiche. Secondo alcune fonti locali, l’attacco ha causato la morte di circa cento persone tra cui moltissimi bambini. Nei giorni scossi sono state diffuse immagini e video molto crude delle persone colpite dalle armi chimiche.

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